Lettera aperta al Ministro Mauro: “Vuoto di difesa in italia”
Prende il via domani a Bruxelles il vertice dei ministri della difesa dei paesi facenti parte dell'Alleanza Atlantica (Nato). per l'occasione l'Unione Europea ha scritto una lettera al ministro Mauro, chiedendo che il nostro paesesia uno dei leader nella richiesta dell’attuazione del modello di “Smart Defence” elaborato dal Patto Atlantico che potrà portare una razionalizzazione ed un efficientamento degli apparati di difesa dei Paesi membri. "In questi giorni di emergenza umanitaria nel Mediterraneo– scrivono il Presidente di Competere EU Pietro Paganini ed il Segretario Generale Roberto Race – cresce nell’opinione pubblica la consapevolezza che la sicurezza data da sistemi di difesa al passo con i tempi e in accordo con quelli degli altri Paesi assume nell’attuale scenario geostrategico e dei nuovi pericoli come quelli dati dalla cyber proliferazione. I tagli che il mondo della difesa e della sicurezza, tra gli altri, hanno subito, possono rivelarsi un grandissimo rischio o viceversa rappresentare una grande opportunità per il nostro Paese".
"Ad indicarci il modo per continuare ad avere un apparato di difesa efficiente– scrivono Paganini e Race– è stata proprio la Nato che con la Smart Defence invita i Paesi a fare più e meglio con meno costi, razionalizzando la spesa e mettendo a sistema le eccellenze di ogni Stato membro". "Per questo – continuano Paganini e Race – Le chiediamo di far sì che l’Italia possa farsi promotore del rilancio di questa nuova fase nella quale le difese dei vari Paesi dovranno lavorare alla propria razionalizzazione ed al proprio efficientamento e alla realizzazione di una difesa comune. Tema che sarà all'ordine del giorno, tra l'altro, proprio del Consiglio dei ministri della difesa dell’Unione Europea che si terrà a dicembre. Non possiamo perdere altro tempo. Il rischio di un vuoto di Difesa o di una Difesa inadeguata esporrebbe tutto il nostro tessuto sociale a numerose minacce, non solo di natura militare, ma anche emergenziale – come abbiamo visto di fronte ad un Mediterraneo in crisi – che la società civile non potrebbe affrontare senza un dispositivo reattivo e specializzato come quello militare. Un discorso, questo, di estrema attualità, nel momento in cui l’Europa è matura ma non ancora strutturata per provvedere alla propria sicurezza, avendo dimostrato di non saper fornire una risposta univoca alle emergenze che colpiscono i paesi a lei vicini".