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Ministro Crosetto spiega la riserva militare nazionale: “È come assicurazione sulla vita, no allarmismo”

“È allarmismo farsi l’assicurazione sulla vita? No, è realismo”. Lo ha detto, spiegando la sua proposta per una riserva militare di 10mila volontari, il ministro della Difesa. Che poi ha criticato la linea del governo israeliano nel conflitto con la Palestina: “Occorre pensare a ricostruire. Altrimenti il comportamento di Israele rischia di essere controproducente per Israele stessa”.
A cura di Luca Pons
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Creare una riserva militare, composta da 10mila persone volontarie – tra ex militari o anche civili specializzati – non è un atto di allarmismo, ma di realismo. A sostenerlo è il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un'intervista sulla Verità. Il progetto di fondare una riserva militare sul modello svizzero circola da diverse settimane, e dal governo dovrebbe arrivare una norma apposita: "Non è una cosa che si mette in piedi dall’oggi al domani. Ci lavorerà il governo con una legge delega", anche trovando "i relativi fondi". Il ministro poi ha poi commentato la situazione in Israele, avvertendo il governo Netanyahu: "Occorre pensare a ricostruire. Altrimenti il comportamento di Israele rischia di essere controproducente per Israele stessa".

"Riserva militare non è allarmismo, oggi la guerra ha mille facce"

Pochi giorni fa, anche la Lega ha presentato in Parlamento la sua proposta sul tema. L'idea di Crosetto sarebbe quella di assoldare ex militari o militari in congedo, ma anche civili che hanno esperienza professionale e competenze specifiche nei settori di interesse: si andrebbe a formare un gruppo di 10mila persone, scelte su base volontaria, che potrebbero "scendere in campo per la difesa nazionale" se lo Stato ne avesse bisogno. Sul piano dell'assistenza civile (ad esempio in caso di alluvioni e terremoti), ma anche su quello bellico.

"Dobbiamo prepararci a tempi in cui difesa e sicurezza diventeranno prioritari. Anzi, rappresenteranno i prerequisiti per la sopravvivenza dell’economia", ha detto Crosetto. Che, comunque, ha voluto smorzare i toni di allarme: "Il lavoro del ministro della Difesa consiste nel preparare la nazione a poter affrontare tutti gli scenari, anche quelli peggiori. Speriamo che le tensioni nel mondo scemino, ma se invece continuassero a salire ogni nazione dovrebbe lavorare per essere pronta a ogni evenienza". E ancora: "È allarmismo farsi l’assicurazione sulla vita? No, è realismo. I riservisti sono volontari che si rendono disponibili a  in caso serva.

Il ministro della Difesa ha però insistito sulla necessità di investire di più nell'esercito italiano: "Io gli antimilitaristi non li ho mai capiti. Una nazione senza Difesa non è più tale. Se qualcuno pensa che le forze armate siano inutili, tanto vale decidere da chi farsi annettere". Sottolineando poi che "la guerra oggi ha mille facce", e tra queste facce ci sono anche le "aggressioni alla libertà di navigazione" come quelle nel Mar Rosso, dove l'Italia parteciperà con almeno tre navi alla missione Aspides. Ma non solo: "Oggi la guerra si fa anche scaricando milioni di immigrati in territorio altrui, o polarizzando l’opinione pubblica con il sapiente utilizzo delle fake news".

"Israele-Palestina? Serve tregua per finire massacro di civili"

Intervenendo anche sul conflitto tra Israele e Palestina, Crosetto ha ribadito che uno Stato democratico "anche quando reagisce legittimamente con la forza, deve rispettare il diritto internazionale e le regole che esistono anche in guerra". E anche se la risposta di Israele all'attacco del 7 ottobre è stata "comprensibile", questa "non giustifica la rottura delle regole legali e morali che le nazioni democratiche rispettano anche nei conflitti e della protezione umanitaria verso i civili".

Per quanto riguarda il piano del governo israeliano, che sembra intenzionato ad eliminare completamente Hamas prima di concludere il conflitto, Crosetto è stato critico: "Si può bandire Hamas per sempre, si può escluderne i componenti da ogni consesso ma eliminare ogni membro di Hamas non è possibile. Occorre invece una strategia seria per il dopo conflitto. Occorre pensare a ricostruire. Altrimenti il comportamento di Israele rischia di essere controproducente per Israele stessa". L'Italia vuole "una tregua che ponga fine al massacro dei civili", per "mettere fine al conflitto", in modo che ogni cittadino israeliano possa "tornare in sicurezza nella sua casa" e ogni palestinese possa "riavere pace, futuro e uno Stato".

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