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La Lega vuole creare in Italia una riserva militare da attivare in 48 ore in caso di minaccia

Una nuova proposta di legge della Lega porterebbe alla formazione di una riserva militare – scelta su base volontaria tra persone con esperienza – da attivare tempestivamente in caso di pericolo per il Paese, ma anche in stato di emergenza. A decidere quando mobilitarla sarebbe il governo, e il Parlamento avrebbe 48 ore di tempo per approvare.
A cura di Luca Pons
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Se ne parlava da alcune settimane dopo le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che starebbe lavorando su una norma ad hoc da diverso tempo, ma ora è arrivata una proposta di legge della Lega che conferma la proposta: in Italia potrebbe nascere una riserva militare, una forza aggiuntiva formata da volontari con cui sostenere l'esercito italiano in caso di stato di emergenza o di minaccia per la sicurezza del Paese. Il partito di Matteo Salvini ha presentato oggi la sua proposta, firmata dal presidente della commissione Difesa alla Camera, Nino Minardo.

Con una nota, il deputato leghista ha sottolineato: "Nei più importanti Paesi europei, ma anche negli Stati Uniti e in Israele, la riserva è un meccanismo consolidato e per certi versi irrinunciabile dello strumento militare". Perciò, la pdl del Carroccio risponderebbe alla "necessità avvertita da più parti di essere pronti ad ogni evenienza", ma anche di "rispondere al sentimento diffuso tra i nostri cittadini di mettersi a disposizione del Paese e di dare una mano agli altri", specialmente in "situazioni di emergenza come quelle che abbiamo vissuto durante la pandemia".

La base per questa iniziativa era stata posta già durante il governo Draghi, con una legge delega. Il governo Meloni potrebbe approfittarne e intervenire direttamente con un decreto del ministro Crosetto, che ha parlato dell'intenzione di creare un corpo composto da fino a 10mila persone, ma la Lega ha anticipato i tempi depositando la sua proposta di legge.

Il testo leghista prevede che i componenti della riserva militare potrebbero essere scelti tra i cittadini italiani che hanno già prestati servizio come Volontari in ferma triennale o come Volontari in ferma iniziale, e che attualmente sono in congedo. Così, verrebbero selezionate persone che hanno già l'addestramento e le competenze per essere attivate in breve tempo. Si tratterebbe comunque di una convocazione su base volontaria.

La proposta di legge indica che il potere di mobilitare la riserva militare andrebbe al governo. Potrebbe farlo naturalmente "in tempo di guerra", come dice il testo riportato da Adnkronos, ma anche se si verificasse una "grave crisi internazionale" o "in caso di situazioni di grave crisi suscettibili di ripercuotersi sulla sicurezza dello Stato", oltre che "per la difesa dei confini nazionali". Se finora si parla di circostanze estremamente gravi, il testo prevede di attivare la riserva anche "per adibirla al presidio del territorio, anche in concorso con le Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, in caso di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale". Si allargherebbe, quindi, il numero di casi in cui i riservisti potrebbero entrare in azione.

La decisione spetterebbe al governo, ma poi dovrebbe essere "tempestivamente approvata dalle Camere per autorizzarla o respingerla", per "bilanciare la necessaria rapidità di mobilitazione con l’irrinunciabile centralità del Parlamento". E i tempi sarebbero brevi davvero: la legge concederebbe al Parlamento al massimo quarantotto ore dal momento in cui il governo annuncia la mobilitazione.

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