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Nuova minaccia degli Houthi all’Italia: “A rischio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali”

Il vice capo dell’Autorità per i media degli Houthi all’Italia: “Mette a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali”, assumendo il comando tattico della missione Ue Aspides nel Mar Rosso. Tajani: “Non ci facciamo intimidire”.
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A cura di Ida Artiaco
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Gli Houthi, il gruppo ribelle yemenita alleato di Hamas, che da metà novembre ha portato avanti diversi attacchi contro le navi che attraversano il Mar Rosso e il Canale di Suez, torna a minacciare l'Italia.

Dopo le parole pronunciate nei giorni scorsi da uno dei leder del gruppo, Mohamed Ali al-Houti, che in una intervista a La Repubblica aveva detto che il nostro paese "sarà un bersaglio se parteciperà all'aggressione contro lo Yemen", oggi il vice capo dell'Autorità per i media degli Ansar Allah e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer parlando all'AdnKronos è tornato sull'argomento.

L'Italia "mette a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali" assumendo il comando tattico della missione Ue Aspides nel Mar Rosso, ha detto Amer, sottolineando "che colpiremo le navi che aggrediscono il nostro Paese o che ostacolano la decisione di impedire alle navi israeliane di attraversare il Mar Rosso. Questo deve essere chiaro".

Secondo Amer, è "pericolosa" per l'Italia e "la conduce allo scontro diretto con il nostro Paese" la decisione di guidare la missione che intende "intercettare i missili yemeniti" che prendono di mira le navi israeliane o quelle dirette nello Stato ebraico. E poi ancora: "Non consigliamo assolutamente all'Italia di impegnarsi in questa missione perché è basata su informazioni false ed errate secondo cui esiste un pericolo per la navigazione", insiste l'esponente Houthi, per il quale "non esiste alcuna minaccia per la navigazione in generale, ma solo per le navi israeliane, americane e britanniche che transito attraverso il Mar Rosso, Bab al-Mandab, il Mar Arabico e il Golfo di Aden a causa della loro aggressione contro lo Yemen".

Sulla questione sempre oggi è intervenuto il ministro degli esteri, Antonio Tajani, che da Trieste, a margine della cerimonia alla foiba di Basovizza nel Giorno del ricordo, ha ribadito: "Proteggeremo le nostre navi, non ci faremo intimidire e ci auguriamo che si possa presto arrivare a una soluzione positiva in quell'area, alla pace, anche se non è facile, e quindi anche disinnescare ciò che sta accadendo nello Yemen con i ribelli Houthi, che attaccano i mercantili che passano nel Mar Rosso. Per evitare che questo porto, insieme a quello di Brindisi, di Gioia Tauro e Genova, soffra a causa delle violenze degli Houthi: per questo l'Italia è stata protagonista nell'inviare una missione militare europea a difesa del traffico marittimo nell'area del Mar Rosso".

Intanto, le forze americane hanno compiuto altri raid di autodifesa nello Yemen, colpendo fra l'altro quattro missili antinave che erano pronti al lancio. Il Centcom ha "identificato i missili" e le navi droni nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi e ha "determinato che presentavano una imminente minaccia per le navi americane e i mercantili nella regione", afferma il Centcom.

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