La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni frena sull'ipotesi che Matteo Salvini sia il candidato premier del centrodestra: "È il leader della Lega, il partito che ha il maggior numero di consensi rilevati. Per noi il meccanismo è sempre stato meritocratico: quando arriveranno le Politiche, se vinceremo, il premier sarà chi guida la forza che avrà preso più voti. Vedremo quale", ha spiegato in un'intervista al "Corriere della Sera".

Il centrodestra ha disertato gli Stati generali, nonostante gli inviti ripetuti di Conte. I leader di FdI, Lega e FI incontreranno comunque il capo dell'esecutivo. Quando si è svolta l'informativa del premier alla Camerain vista del Consiglio Ue di venerdì scorso,  Lega e Fdi hanno disertato l'aula. Il gruppo del Carroccio ha abbandonato l'Aula durante il discorso del premier, mentre i deputati di FdI sono rimasti fuori, senza nemmeno sedersi ai banchi: "Quando il governo va in Europa ad esprimersi su accordi che incidono sulla finanza pubblica, deve tenere conto degli indirizzi delle Camere. Ovvero di un voto, che hanno scientemente evitato per non acuire le loro divisioni interne. Col risultato però di indebolire lo stesso Conte nelle trattative europee, perché se non hai dei limiti imposti in Parlamento, allora in teoria puoi accettare tutto". E ancora: "Dimostreremo che non siamo noi a non volere il dialogo ma loro. Andiamo per svelare il bluff".

Sull'annuncio di Conte di voler ricevere separatamente i tre leader, Meloni ha detto che: "fino a prova contraria non è lui a decidere. Siamo una coalizione e ci presenteremo insieme, come è sempre stato. Anche il capo dello Stato quando riceve le forze politiche lascia a loro la scelta su come presentarsi, Conte invece tradisce ancora una volta la sua superbia".

Il Mes "è l'unico accento veramente diverso nella nostra coalizione, vogliamo paragonarlo alle differenze tra Pd e M5S? La posizione di Berlusconi non modifica la mia. Il Mes per me rimane un cavallo di Troika, e il fatto che l'Europa voglia spingerci in ogni modo in quella direzione confermai nostri sospetti. In ogni caso, nonostante una narrazione che ci vuole divisi, noi su tutto arriviamo a sintesi".

"Sono pessimista – ha aggiunto poi la leader di FdI – Tanto più visto che nel decreto Rilancio hanno inserito una normuccia che permette al governo, nella persona del ministro Gualtieri, di spendere tutti i soldi dei decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio con totale discrezionalità, fregandosene di quanto stabilito dal Parlamento".