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Matteo Salvini e Luigi Di Maio: divisi su tutto, uniti solo dal potere

Continuano a offendersi, scendendo ormai nell’attacco personale. Non sono d’accordo su niente anche se in nome del “contratto di governo” fingono di stare bene insieme. Negli ultimi giorni hanno cominciato a “menarsi” come mai prima: e allora qualcuno, da fuori, si chiede perché stiano insieme. Per il potere.
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A cura di Giulio Cavalli
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Ha cominciato Di Maio, dicendo che al Convegno sulla famiglia di Verona c'era "la peggior destra". Salvini, che a Verona ci è andato tutto baldanzoso, ha replicato dicendo che non si vergognava per niente ad essere lì. E questa è solo la prima fase. Ora Di Maio si accorge che per le europee il suo alleato di governo va a braccetto con chi nega (o giustifica) lo sterminio ebraico come normale incidente della storia. Insomma, dopo aver dato dei "medievali" ai leghisti riuniti a Verona (e alla galassia di ultradestra che ormai è stata adottata dalla Lega) ora gli danno addirittura dei "negazionisti". Ovviamente Salvini non se lo fa ripetere due volte e accusa addirittura il Movimento 5 Stelle di "spiare" e "dossierare" i propri uomini al governo per potere agire con l'arma del ricatto.

Poi c'è la questione dei porti. Di Maio (pavidamente, come al solito) ora si è attaccato al fatto che non si possa non accogliere almeno "donne e bambini" (una frase senza senso) e Salvini invece vorrebbe i porti chiusi (risultato giuridicamente impossibile). Poi c'è la questione TAV. Assolutamente d'accordo a farla c'è Salvini, mentre i grillini avevano promesso il blocco dei lavori in pochi giorni. L'accordo è lontano e non basterà essere riusciti a prendere tempo. Poi c'è la legittima difesa, che il Movimento 5 Stelle ha votato con la stessa controvoglia con cui la Lega ha votato il reddito di cittadinanza (che tra molti elettori della Lega è visto ancora come un errore). E ora infatti i grillini stanno facendo muro sulla liberalizzazione delle armi. Poi c'è il DDL Pillon, che il sottosegretario grillino Spadafora dice che non avrà nessuna possibilità di arrivare in aula. Molti leghisti, Pillon in testa, non sono d'accordo.

La domanda viene facile: perché due così dovrebbero stare insieme? Perché dovrebbero continuare a governare essendo in disaccordo su (quasi) tutto e sfociando perfino alle offese quasi personali? Per il potere, semplicemente. Ee per le elezioni europee che sono alle porte e che non possono permettere una fine anticipata di governo. Tutto qui. Allora va bene tutto, vanno bene le offese, le incompatibilità che non troveranno soluzione e le diversità ideologiche (cit. Di Maio).

Per il potere.

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