“Marocchina con le pezze al c…”: la consigliera di FdI a Ravenna insulta la deputata Pd Bakkali, poi si scusa
Bufera per gli insulti razzisti rivolti dalla consigliera comunale di Fratelli d'Italia a Ravenna, Anna Greco, nei confronti della deputata Pd Ouidad Bakkali. A denunciare l'accaduto è stata la stessa dem che ha pubblicato sui social il commento ricevuto dall'esponente meloniana. Successivamente Greco si è scusata riconoscendo "l'errore", di cui si è assunta la "piena responsabilità".
Nello specifico, la consigliera faceva riferimento in modo denigratorio alle origini marocchine e umili di Bakkali. "Detto da una marocchina, arrivata con le pezze al culo e che in Italia ha trovato l'America, solo in Italia…passata dalle case popolari al super attico…", è il commento lasciato dall'esponente di Fratelli d'Italia.
"Al mio appello alla responsabilità di chi è nelle istituzioni per un patto repubblicano contro l'odio questa è la risposta", ha scritto Bakkali. "Due passaggi mi hanno lasciato basita di queste parole scritte da una rappresentante delle Istituzioni cittadine. ‘Arrivata con le pezze al culo': il disprezzo per chi vive condizioni di povertà e marginalità tocca in queste parole livelli osceni. Il riferimento alle condizioni materiali in cui sono cresciuta è di una miseria umana che ho raramente trovato altrove. Sì, sono orgogliosamente e felicemente cresciuta in una famiglia in cui mio padre, arrivato in Italia, ha fatto il venditore ambulante, il camionista e poi l'operaio. Mia madre lavorava part-time nelle pulizie, crescendo tre figlie e insegnandoci, ogni giorno, il valore dell'autonomia e dell'indipendenza. Un uomo e una donna di una dignità ed etica rare", ha aggiunto.
E poi la seconda espressione usata dalla Greco: "‘dalle case popolari al super attico: No, non possiedo un attico – precisa la deputata – Se credere che vivere nelle case popolari sia il punto ‘basso' nella vita di una persona e un attico quello ‘alto' significa esprimere un'idea di società profondamente classista, che disprezza le persone, le politiche pubbliche abitative e il diritto alla casa. Sono cresciuta in una casa popolare. Sono stati anni meravigliosi della mia infanzia, trascorsi insieme a tanti bambini e bambine del quartiere Peep di Ravenna, nella zona Gallery, giocando, crescendo e diventando, insieme, ravennati e italiani. Da bambina non sapevo che Peep fosse l'acronimo di Piani per l'edilizia economica e popolare. Sapevo solo una cosa: che ero orgogliosamente una di ‘quelli del Peep'", ha concluso.
Bakkali a Fanpage: "Scuse non sono sufficienti, FdI dovrebbe far dimettere Greco"
Raggiunta da Fanpage.it, la deputata Pd mostra tutto il suo rammarico per l'attacco subito: "Non ne ho mai fatto una questione personale. Le questioni personali quando si fa politica bisogna lasciarle altrove. Ed è anche il motivo per cui credo che le scuse non siano una riparazione sufficiente a quello che è successo".
Bakkali si aspetta un intervento da FdI. "Le Istituzioni sono luoghi nei quali il linguaggio d’odio e concetti così osceni come il classismo, ovvero che una persona valga più o meno in base alle proprie condizioni materiali, se provenga da una casa popolare o no, non possono convivere con i principi costituzionali, quindi se si vuole proteggere l'onorabilità delle Istituzioni l’unica cosa che dovrebbe fare Fratelli d’Italia è chiedere le dimissioni della consigliera Greco", dice.
Quello che è successo, spiega, "non può essere liquidato con delle scuse e una pacca sulla spalla. Nel mio appello di martedì scorso alla Camera chiedevo un argine alla violenza che dilaga sui social, al linguaggio d’odio fomentato da chi, come Vannacci, pensa di più alle percentuali dei sondaggi che alla tenuta della convivenza civile nel Paese e sdogana qualsiasi amenità contro immigrati, donne, comunità LGBTQIA+; chiedevo alle forze che oggi siedono in parlamento un gesto di responsabilità, un patto repubblicano. Se Fratelli d’Italia, rappresentato da politici come Greco, non darà segnali chiari, allora si conferma che non c’è nessuna differenza tra il Generale e chi oggi governa: uno è di lotta, gli altri di “governo”. Uno raccatta a suon di “Remigrazione!” i voti che gli altri perdono perché non hanno esaudito le stesse promesse (che chiamavano con altri nomi: blocco navale?) che li hanno portati a governare (male). Gli altri aspettano di sommarli alla fine della campagna elettorale. Fratelli d’Italia, invece di mettere un argine all’odio e scongiurare che questo divampi nel Paese, decide, attraverso rappresentanti come la consigliera ravennate, di picconarlo, quell’argine, e far tracimare il fiume", osserva.
"Altra cosa che questo episodio chiarisce con la limpidezza che possono avere parole così becere – prosegue – è che il nemico di questa destra sono quelli con le pezze al sedere, molto più numerosi dei migranti. Sono i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese, pagati poco e male, resi precari e fragili, impoveriti e stanchi di reggere sulle spalle lo Stato sociale. Sono i giovani che cercano una soluzione all’emergenza abitativa o a come pagarsi gli studi fuori sede. Che poi se ne vanno, con le stesse pezze. Sono quelli che vivono nelle case popolari, che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, che scelgono se fare benzina o la spesa per la settimana, che non sanno come pagare l’ultima settimana di centro estivo per i loro figli. Tutte questioni che, anche se si deportasse fino all’ultimo dei discendente di immigrati, non troverebbero una soluzione che sia una".
"Il vero nemico è la povertà, chi ha le pezze al sedere e chi cerca attraverso il lavoro il riscatto sociale, tutto ciò che questa destra disprezza mentre corre alla corte dei potenti di turno e lascia indietro la povera gente. Questa destra ha puntato il mirino contro gli immigrati piegando ogni stortura del sistema nel quale viviamo come conseguenza di questo fenomeno: invece ormai è chiaro che in Italia come in Europa il tema è la giustizia sociale, la povertà, la dignità del lavoro, l’educazione", rimarca. "Dagli attici guardano verso il basso chiedendosi come far continuare il giochino cinico in cui la maggior parte fa fatica e mette pezze alla propria vita, mentre chi ha troppo trova il modo di accumulare ancora più ricchezze e privilegi. Da lassù ci dicono che il nemico è quello più povero di noi, più scuro di noi, più disperato di noi, con più “pezze” di noi. Allora credo – conclude -sia giunto il momento di alzare tutti gli occhi verso l’alto, unire le forze popolari, democratiche, del lavoro e progressiste e restituire dignità, libertà e diritto alla felicità a tutti e tutte".
Le scuse della consigliera di FdI: "Ho chiamato Bakkali, è stato un errore"
Greco ha fatto sapere di aver chiamato Bakkali per scusarsi. "Ho chiamato l’onorevole Bakkali personalmente, per porgerle personalmente le mie scuse, per il commento che ho pubblicato. Sono sinceramente dispiaciuta, le parole usate non rispecchiano i valori di rispetto, che dovrebbero sempre caratterizzare il confronto politico, anche quando le opinioni sono molto diverse, credo che il confronto possa e debba essere anche aspro, appassionato, ma non dovrebbe mai degenerare", ha dichiarato. "È stato un errore e me ne assumo piena responsabilità. Rinnovo quindi le mie scuse all’Onorevole Bakkali e a chiunque si sia sentito offeso”.
La solidarietà di Boldrini e Piccolotti: "Grave, Meloni intervenga"
Sotto il post i messaggi di solidarietà dei colleghi. "Si offendono se li chiami razzisti, ma è quello che sono e non perdono occasione per dimostrarlo. L'odio che esprimono verso le persone di origini straniere è direttamente proporzionale alla bassezza del loro pensiero. Lo facevano, e in alcuni casi lo fanno ancora, negli Stati Uniti e in molti paesi europei, nei confronti degli italiani", ha scritto la deputata Pd Laura Boldirini. "Cara Ouidad, tutta la mia solidarietà. Hai dimostrato di essere dieci spanne sopra questa gentaglia.
Elisabetta Piccolotti di Avs ha chiesto a Meloni di chiedere e pretendere le dimissioni della consigliera per le parole razziste e classiste pronunciate contro Bakkali." È incredibile che esponenti del partito di una Presidente del Consiglio che rivendica ogni giorno le sue origini popolari definisca una deputata con le parole ‘marocchina arrivata con le pezze al culo’ e la dileggi, volendo umiliarla, perché ha passato l’infanzia nelle case popolari", ha affermato. "La consigliera Greco non è degna di sedere nelle istituzioni perché con tutta evidenza non rispetta la Costituzione che all’art.3 dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. Questa violenza verbale è discriminatoria non può essere tollerata, credo che la Presidente Meloni dovrebbe saperlo. A Ouidad Bakkali, che è una parlamentare che svolge con grande serietà e competenza il suo ruolo, ed è anche una bellissima persona di rara sensibilità e attenzione, va tutta la nostra solidarietà. Respingeremo questo schifo nell’angolino della storia da cui è uscito, tutti e tutte insieme", ha concluso.