La Nota di aggiornamento al Def varata ieri sera dal Consiglio dei ministri inizia a tratteggiare i confini dentro cui si muoverà il governo per la prossima legge di Bilancio. Non ci sarà l’aumento dell’Iva, grazie alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia da oltre 23 miliardi. Ci sarà il deficit al 2,2%, in questa manovra da 29 miliardi. E per il 2020 il rapporto tra debito e Pil sarà al 135,7%. Ma non ci sono solo i numeri a delineare la volontà del governo per la prossima manovra. Le indicazioni più chiare sulla volontà dell’esecutivo, presentate anche ieri dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, vengono dai 23 ddl collegati alla manovra, che possono essere interpretati un po’ come il programma politico del Conte bis.

I 23 ddl collegati alla manovra

Ci sarà il green new deal, annunciato nelle scorse settimane dal governo. E ci sarà anche, a proposito di promesse della maggioranza, il family act, con una probabile rimodulazione dei bonus per le famiglie con figli. Ancora, un altro dei punti principali – anche questo sbandierato da settimane e ritenuto centrale – è la riduzione del cuneo fiscale: per il 2020 si prevedono risorse per poco più di 2,7 miliardi, il che probabilmente vuol dire che verrà messo in campo solo a partire dalla metà dell’anno. Con un raddoppio delle risorse nel 2021. C’è, inoltre, anche la rimodulazione del superticket sanitario, punto su cui si era sbilanciato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

La lista dei 23 ddl collegati alla manovra inizia dal green new deal e transizione ecologica del Paese. Uno dei punti essenziali di una legge di Bilancio che non sembra puntare su misure rivoluzionarie, con il pesante macigno delle clausole di salvaguardia da disinnescare. Ci sarà un ddl anche in materia di spettacolo, industrie culturali e creative, turismo. Così come si interverrà sul mondo dell’istruzione con due diversi disegni di legge: uno recante disposizioni in materia di formazione iniziale e abilitazione del personale docente, l’altro recante il riordino del modello di valutazione del sistema nazionale di istruzione e delle università.

Un altro ddl dovrà istituire l’agenzia nazionale per la ricerca e il trasferimento tecnologico. C’è poi, come detto, il progetto per le misure di sostegno e la valorizzazione della famiglia, denominato family act. Un ddl riguarderà l’autonomia differenziata tanto attesa da alcune regioni italiane. Ancora, si prevede la riforma del catasto, così come il riordino del settore dei giochi. C’è, come sempre con la manovra, anche il ddl recante semplificazioni e riordino in materia fiscale: qui potrebbero finire tutte le misure di contrasto all'evasione fiscale, a partire dagli incentivi a pagare con carta e bancomat. Un altro disegno di legge delegherà il governo per il testo unico in materia di contabilità e tesoreria.

I ddl collegati alla manovra si occuperanno anche di economia dell’innovazione e investimenti, di banca degli investimenti pubblica e di semplificazione normativa. Tra i punti principali c’è la riduzione del cuneo fiscale, ovvero delle tasse sul lavoro: vorrà dire un aumento del netto in busta paga che, quasi certamente, riguarderà solo una fascia limitata di lavoratori, almeno in una prima fase. Come detto, ci sarà un ddl in materia di revisione della disciplina del ticket e delle esenzioni per le prestazioni specialistiche e di diagnostica ambulatoriale. Atteso un intervento anche in materia di disabilità, così come uno recante misure volte a razionalizzare le misure di trasparenza e anticorruzione.

Gli ultimi disegni di legge previsti dal governo riguardano le responsabilità disciplinari dei dipendenti pubblici, la semplificazione in materia di accesso ordinario e generalizzato, la razionalizzazione delle procedure selettive della pubblica amministrazione, la semplificazione amministrativa e, infine, si prevede anche un ddl recante delega al governo per la revisione del codice civile.