La manifestazione indetta per sabato 10 febbraio a Macerata e convocata dalle realtà di movimento di tutte le Marche come risposta pacifica e popolare all'attentato terroristico compiuto la scorsa settimana da Luca Traini sarebbe al momento confermata. A renderlo noto sono state le questure di alcune importanti città marchigiane oggi alle 14: ispettori della Digos stanno effettuando in queste ore telefonate ad attivisti politici e sociali per chiedere in quanti si muoveranno alla volta di Macerata. Sempre gli ispettori hanno anche confermato che al momento non sono giunte comunicazioni ufficiali dal Ministero dell'Interno circa l'annullamento della manifestazione: "E' confermata e autorizzata, per ora. Certo, potrebbero arrivare indicazioni diverse nelle prossime ore, ma allo stato attuale la situazione è questa". Nella Questura di Macerata, invece, sembrano circolare informazioni diverse: "Avrete letto anche voi sugli organi di stampa che la manifestazione è stata annullata". Sugli organi di stampa, certo, ma sono arrivate comunicazioni ufficiali in tal senso? "Questo non possiamo dirlo", ci siamo sentiti rispondere.

Da giorni movimenti, partiti politici, centri sociali e associazioni antirazziste e antifasciste di tutta Italia stanno preparando una manifestazione a Macerata in risposta all'attentato di sabato scorso: al corteo avrebbero dovuto prendere parte anche CGIL, ARCI, ANPI e Libera che però ieri pomeriggio, a seguito  di un appello del sindaco di Macerata Romano Carancini – che ha esplicitamente chiesto di non manifestare – hanno deciso di ritirare la loro adesione: "Nel prendere atto dell'appello, seppur tardivo, del Sindaco di Macerata affinché si fermino tutte le manifestazioni in città per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale, abbiamo assunto la decisione, non senza preoccupazione e inquietudine, di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio".

L'avvertimento di Minniti: "Ci penserà il ministero degli Interni a impedire ogni manifestazione"

Poche ore più tardi anche il Ministro degli Interni Marco Minniti ha dichiarato: "Ringrazio Anpi, Cgil, Libera, Arci e le altre associazioni per avere rinviato la manifestazione del 10 febbraio raccogliendo l'appello del sindaco di Macerata. Hanno fatto un atto di amore verso la comunità. Mi auguro che anche le altre organizzazioni che hanno fatto richiesta di svolgimento manifestazioni accolgano la richiesta del sindaco. Se risponderanno positivamente sarà dimostrazione di responsabilità da parte loro, se così non fosse ci penserà il ministero dell'Interno a impedire che si faccia la manifestazione".

I movimenti antirazzisti: "Inaccettabile equiparare fascismo e antifascismo"

In mattinata è arrivata la replica delle realtà di movimento delle Marche, organizzatrici del corteo: "Il divieto dopo una tentata strage fascista di esprimere liberamente e pacificamente la propria indignazione, è un atto che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Questo divieto è inaccettabile. L'equiparazione fascismo e antifascismo, razzismo e antirazzismo è inaccettabile. Per questo ribadiamo con fermezza che andremo comunque in piazza per ripristinare l’agibilità democratica e riaffermare quanto sarà scritto nello striscione di apertura del corteo "movimenti contro ogni fascismo ogni razzismo". Invitiamo quindi a non farsi intimidire dal clima creato ad arte dal Ministero dell'Interno e a raggiungere Macerata per una grande manifestazione popolare. Non è il tempo di stare a casa. Non basta esprimersi sui social. Sono in gioco le nostre libertà fondamentali".

La Fiom: "Saremo a Macerata contro odio e violenza"

Anche la Fiom, sindacato metalmeccanico della Cgil, ha rispedito al mittente l'invito a rimanere a casa: "La Fiom sarà sabato a Macerata con la segreteria nazionale e le delegazioni territoriali in difesa del diritto costituzionale a manifestare. Saremo presenti, come sempre, con le nostre modalità pacifiche, aperte e inclusive. Non è accettabile mettere sullo stesso piano le manifestazioni antifasciste e le marce squadriste e razziste. Gli spazi di partecipazione democratica contro l’odio e la violenza non possono essere mai trattati come un problema di ordine pubblico. È necessaria una forte risposta democratica e pacifica alla violenza fascista e razzista sempre più dilagante nel nostro Paese, dando forza alla grande manifestazione nazionale, già annunciata e prevista a Roma, per ribadire e affermare i valori dell’antifascismo sanciti dalla nostra Costituzione”.