"Si fermino tutte le manifestazioni, si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze, che non vogliamo". È l'appello lanciato dal sindaco di Macerata Romano Carancini nell'imminenza di varie iniziative dopo la morte di Pamela e il raid xenofobo di Luca Traini. Per scongiurare altri scontri potenzialmente divisivi che potrebbero ulteriormente turbare l'ordine pubblico e alimentare tensioni, il primo cittadino ha quindi chiesto a tutti di fare un passo indietro.

In città sono in programma un sit in di Casa Pound oggi pomeriggio, e una fiaccolata di Forza Nuova stasera, mentre Anpi, Cgil, Arcigay e Libera, si erano date appuntamento per sabato per una grande mobilitazione in chiave antifascista e antirazzista. Ma dopo l'invito del sindaco le quattro sigle hanno pubblicato una nota congiunta, annunciando che presto organizzeranno, altrove, una nuova manifestazione nazionale: "Nel prendere atto dell'appello, seppur tardivo, del Sindaco di Macerata affinché si fermino tutte le manifestazioni in città per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale, abbiamo assunto la decisione, non senza preoccupazione e inquietudine, di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio". 

Ma l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, l'Arci, Cgil e Libera hanno chiesto anche ai gruppi di estrema destra di ritirarsi: "Nel contempo, pretendiamo che Macerata non diventi un luogo di attiva presenza neofascista: ciò sarebbe in violazione della Costituzione della Repubblica, delle leggi vigenti in materia e della civiltà. Siano quindi vietate le iniziative annunciate per i prossimi giorni in città da Forza nuova, da Casa Pound e da tutti i seminatori di razzismo. Il Sindaco sia protagonista, assieme ai Ministri deputati, di questa operativa assunzione di responsabilità.Resta fermamente inteso che il nostro impegno continua nel solco di una forte azione di contrasto ai fascismi e ai razzismi che dovrà necessariamente condurre il Governo a sciogliere i partiti e le associazioni che si richiamano a quelle aberranti ideologie. Nell'invitare caldamente le cittadine e i cittadini a firmare in modo massiccio l'appello "Mai più fascismi", chiamiamo fin d'ora a raccolta tutti i sinceri antifascisti e democratici per una grande manifestazione nazionale unitaria, da realizzare prossimamente. La data e il luogo saranno decisi e comunicati dalle organizzazioni promotrici dell'appello". 

La posizione del Pd è espressa dal suo vicesegretario Maurizio Martina: "Noi raccogliamo l'appello di queste ore del sindaco di Macerata rispetto alla sua comunità di non avere ulteriori iniziative in città e condividiamo l'idea, proposta da Anpi, di una manifestazione antifascista nazionale contro ogni intolleranza, violenza e xenofobia. Per tenere alta l'attenzione sui rigurgiti pericolosi che il paese deve isolare e sconfiggere e per rilanciare l'impegno democratico a cui ci richiama la Costituzione". 

Nonostante la decisione ufficiale alcuni gruppi su Facebook hanno annunciato che si incontreranno comunque alle 14:30 presso la stazione di Macerata per marciare comunque, giudicando "irricevibile" la richiesta del sindaco, "che a fronte della gravità dei fatti di sabato, pone sullo stesso piano le iniziative lanciate da quanti rivendicano l'attacco terroristico di sabato scorso e la grande manifestazione di condanna di quanto accaduto. Così facendo, cede e alimenta il clima di paura che vorrebbe tenere in ostaggio la città. L'unica risposta possibile è quella di rifiutare questo clima creato ad arte per ostacolare la libera espressione del diritto di tutti i cittadini a manifestare la loro solidarietà alle vittime dell'attentato, e la loro ferma condanna di ogni manifestazione di fascismo e razzismo". A scriverlo è il Centro Sociale Sisma, con un post su Facebook. Oltre a loro anche ke associazioni studentesche e alcuni pezzi della Cgil e dell'Anpi e dell'Arci si sono dissociati dalla linea ufficiale e hanno annunciato che sabato protesteranno comunque.

"Sono andato a portare alle vittime di Macerata la mia solidarietà e quella della parte maggioritaria del nostro Paese, antifascista e antirazzista per Costituzione. I due ragazzi sono per fortuna in buone condizioni e in via di guarigione, nonostante i proiettili ricevuti – ha detto Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci e candidato di LeU – Sabato 10 febbraio sarò in piazza a Macerata insieme ai militanti, parlamentari e candidati/e di LeU per difendere i valori fondanti della nostra Costituzione. Gli unici pericoli per la sicurezza della mobilitazione saranno creati dall'eventuale divieto di Minniti a manifestare, un inutile favore alle destre fasciste e xenofobe. Il Ministro farebbe bene piuttosto a perquisire le sedi di Forza Nuova, Casapound e Lega per fermare altri possibili Traini istigati dai loro leader politici".

L'annuncio di Liberi e Uguali

Una delegazione di Liberi e Uguali ha fatto sapere che parteciperà alla manifestazione antifascista e di solidarietà alle vittime dell'attentato razzista. Secondo l'agenzia Dire, con le associazioni, con i Movimenti e con un vasto fronte del mondo progressista, ci sarà quindi una rappresentanza del partito di Pietro Grasso, tra i quali probabilmente Pippo Civati, Nicola Fratoianni, Giulio Cavalli ed altri. Alla manifestazione di sabato invece invece non sarà presente il Pd.

"Queste sono decisioni che dovranno prendere le autorità responsabili dell'ordine e della sicurezza. Però non si può confondere l'antifascismo, che è un valore fondante della nostra Repubblica con una violenza gratuita" ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso sull'opportunità di scendere in piazza dopo il raid xenofobo del 3 febbraio. "Capisco che si sia tensione – ha aggiunto – ma la paura non va alimentata".

"La scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa". Così Pippo Civati, Nicola Fratoianni e Roberto Speranza si rivolgono direttamente al premier Paolo Gentiloni e al ministro dell'Interno Marco Minniti. "Quello che è successo a Macerata ha un nome preciso: si tratta di un atto di terrorismo. Una tentata strage, le cui ragioni hanno una matrice precisa: fascismo e razzismo", affermano gli esponenti di LeU prendendo le distanze dal sindaco di Macerata, "che chiede di evitare le manifestazioni in nome di un silenzio rispettoso della città, e delle sue ferite. Non tutte le manifestazioni sono uguali" e dunque "chiediamo che l'annunciato divieto a manifestare non venga messo in atto. Perché manifestare l'antifascismo, celebrare la nostra religione civile, la nostra Costituzione è sempre giusto. E necessario".