Per il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, non c’è nessun pericolo di scissioni interne. Ma, avverte, “ci vuole responsabilità e compattezza”. A margine del vertice anti-Isis a Washington, Di Maio avvisa: “A chi pensa agli affari propri dico che il Movimento non è la sua casa”. Ma, in ogni caso, “il Movimento è solido”, per il ministro degli Esteri. Comunque Di Maio è certo di una cosa: “Non vedo pericoli di scissione nel Movimento 5 Stelle”. Poi sottolinea: “Stranamente se ne parla dal giorno in cui è iniziata la scissione nel Pd”. E non risparmia una critica a chi “alimenta discussioni sui giornali anziché nelle sedi appropriate”.

Sulla tenuta del governo, Di Maio si dice sereno: “Il governo non cadrà per l'emendamento presentato da Italia Viva per abolire il carcere per i grandi evasori. Il governo va avanti”. Per Di Maio quella del partito di Matteo Renzi è solo una “boutade”, tanto che si dice certo che “l’emendamento verrà ritirato”. Di Maio la definisce, quindi, una “provocazione” e la legge “va approvata così”.

Il prossimo vertice della coalizione anti Isis in Italia

Il ministro degli Esteri annuncia che il prossimo vertice allargato della coalizione globale anti-Isis si svolgerà in Italia nel 2020. Rimanendo sul tema del terrorismo, Di Maio si schiera contro gli automatismi nella gestione dei rimpatri dei foreign fighter: “La questione va gestita in maniera collegiale, noi lavoreremo con molta attenzione, va gestita caso per caso e serve una cooperazione europea e della coalizione”. Infine, Di Maio parla anche di un’altra questione delle ultime ore: la situazione di Venezia dopo l’acqua alta record. Il ministro degli Esteri annuncia che consentirà ad ogni ambasciata e consolato italiani di attivare iniziative per sostenere Venezia.

Di Maio: restituita dignità alla famiglia Cucchi

Con un post su Facebook, Di Maio commenta anche la sentenza sul caso Cucchi, con la condanna per omicidio preterintenzionale per i due carabinieri:

Oggi lo Stato abbraccia la famiglia Cucchi. Ma lo fa con ritardo, dopo anni di silenzi e complicazioni, anni in cui soprattutto Ilaria, la sorella di Stefano, ha saputo battersi con coraggio, senza mai indietreggiare di un centimetro. Oggi sono stati condannati per omicidio preterintenzionale a 12 anni di carcere i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro. Quel che è accaduto a Stefano non può essere accettabile in uno Stato di diritto. Quella di oggi è una sentenza che restituisce dignità a una famiglia e alla sua enorme sofferenza, che nessun di noi può avere la presunzione di comprendere fino in fondo.