Lo Stato taglia i buoni pasto ai dipendenti pubblici, ma la Regione Lombardia paga spuntini agli assessori
"Piccoli rinfreschi in occasione delle sedute". E' quanto deliberato dal consiglio regionale della Lombardia, che ha deciso di concedere ad assessori e sottosegretari del presidente Roberto Maroni la possibilità di "ristorarsi" in occasione delle sedute itineranti o dei tavoli di confronto con altre istituzioni o con le parti sociali. Tutto ciò mentre lo Stato centrale ha deciso di tagliare i "buoni pasto" dei dipendenti pubblici, mandando su tutte le furie soprattutto la CGIL, che ha scoperto la "pausa spuntino" pagata coi soldi pubblici della Regione Lombardia. Come riporta Repubblica: "Il nuovo provvedimento organizzativo di gennaio sostituisce l’allegato C della delibera del 20 marzo 2013, che pur riducendo del 10 per cento i budget per le spese di rappresentanza del governatore, del suo vice, degli assessori e dei sottosegretari non prevedeva la fornitura di «piccoli rinfreschi a supporto dei momenti di lavoro» né quella «di acqua e caffè a supporto dell’attività istituzionale dei componenti della giunta e dei sottosegretari»". Il commento ironico della FP CGIL è stato: "Bell’esempio. Se i lavori si prolungano, i pasti degli assessori e dei sottosegretari li paga la Regione. O meglio, li pagano i cittadini". Tutto ciò, ovviamente, mentre ai comuni mortali tocca come al solito tirare la cinghia.