L'inchiesta sugli affidi illeciti che ha coinvolto il comune di Bibbiano, in Emilia-Romagna, ha avuto un impatto non solo per quanto riguarda l'opinione pubblica, ma anche in termini di consensi per i partiti politici. Commentando il sondaggio del lunedì di Swg nel telegiornale di La7, il direttore Enrico Mentana, evidenzia come la flessione di 0,5 punti per il Partito democratico, rispetto alla settimana precedente, possa essere dovuta anche ai "contraccolpi politici sulla vicenda Bibbiano".

Ad inizio settimana, rispetto a quella precedente, il Partito democratico è infatti stimato al 21,5%. Lo scorso 15 luglio aveva invece registrato un 22%. Una settimana che ha visto il partito coinvolto in una serie di attacchi provenienti da entrambe le forze di governo, con Luigi Di Maio che ha affermato di non voler avere nulla a che fare "con il partito di Bibbiano che toglieva i bambini alle famiglie con l'elettroshock per venderseli", mentre Matteo Salvini accusava la sinistra di "fare business sugli immigrati e perfino sui bambini".

In leggero calo anche gli altri due partiti dell'opposizione, con Forza Italia che va dal 7% al 6,6%, mentre Fratelli d'Italia registra un 6,3% dal 6,4% della scorsa settimana. I partiti della maggioranza, invece, continuano a crescere: il Movimento Cinque Stelle guadagna 0,6 punti percentuali, passando dal 17,9% della scorsa settimana al 18,5% di questa, mentre la Lega si stabilizza al 37,8%, acquistando 0,1 punti.

Mentre la questione dei presunti fondi russi alla Lega, al centro delle cronache la scorsa settimana, non aveva intaccato minimamente il consenso degli elettori verso il Carroccio, in questo caso l'inchiesta sugli affidi illeciti sembra pesare sul Partito democratico, nonostante l'appartenenza del primo cittadino al partito di Nicola Zingaretti non sia in alcun modo ricollegabile alle inchieste. Il sindaco del comune emiliano, infatti, pur essendo accusato di abuso d'ufficio, non è coinvolto sui presunti abusi sui minori che si sarebbero verificati. La vicenda giudiziaria ha avuto quindi dei risvolti politici, nonostante i vari appelli affinché i due ambiti rimanessero separati. L'ultimo era arrivato da parte del presidente della regione Emilia – Romagna, Stefano Bonaccini, che aveva affermato: "È possibile ora mettere un punto alle polemiche e alle strumentalizzazioni, da parte di tutti, e compiere insieme un passo avanti? È importante che la politica ritrovi un filo comune di responsabilità per individuare insieme le giuste contromisure, che non sono né di destra né di sinistra".