"Oggi sarò a Bibbiano per confermare il mio impegno, da papà e da ministro, in difesa di chi non si può difendere: giù le mani dai bambini". Con questo post su Twitter il vicepresidente del Consiglio leghista, Matteo Salvini, annuncia che si troverà oggi nel Comune in provincia di Reggio Emilia travolto dall'inchiesta sugli affidi illeciti. Il leader del Carroccio dovrebbe essere nella piazza del Municipio questo pomeriggio alle 15. Le indagini hanno avuto un grandissimo impatto sia mediatico che politico, con le forze di governo unite nell'attacco al Partito democratico a causa del coinvolgimento nel caso dell'ex sindaco dem di Bibbiano, che avrebbe violato le norme di gestione dell'affidamento dei locali in cui avevano luogo le sedute di psicoterapia.

In questi giorni Salvini ha inondato le sue pagine social con post sulla questione, accusando per esempio la sinistra di fare "business sugli immigrati e perfino sui bambini". Il ministro dell'Interno ha inoltre accusato l'opposizione di "aver messo il cantante Nek fra i cattivi per aver denunciato gli orrori di Bibbiano": il cantante aveva condiviso un post in cui si vedeva uno striscione, attribuito a Forza Nuova, in cui si leggeva "parlateci di Bibbiano" con la P e la D di colore diverso per far riferimento al Pd, scatenando le polemiche. Postando ancora il video della fiaccolata del Comune emiliano, Salvini ha scritto: "E nel silenzio della sinistra, a Bibbiano pretendono risposte, con un messaggio molto chiaro: giù le mani dai bambini!".

Il governatore Bonaccini: "Basta strumentalizzazioni"

Proprio ieri, il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, era intervenuto sulla questione, lanciando un appello alle forze politiche, affinché non alimentassero le polemiche e non utilizzassero un caso così delicato per un tornaconto propagandistico. "È possibile ora mettere un punto alle polemiche e alle strumentalizzazioni, da parte di tutti, e compiere insieme un passo avanti? È importante che la politica ritrovi un filo comune di responsabilità per individuare insieme le giuste contromisure, che non sono né di destra né di sinistra", aveva affermato, sottolineando che il punto della politica dovrebbe essere piuttosto la tutela dei cittadini. "La campagna d’odio scatenata sui social non solo non permetterà di fare un passo avanti nell’accertamento dei fatti, ma rischia al contrario di generare altri mostri e altri reati", aveva poi concluso Bonaccini. "Chiedo che ci si fermi un attimo, dunque, e che si ponga un limite a questa escalation che rischia di travolgere tutti".