video suggerito
video suggerito
Opinioni

L’emergenza maranza (che non c’è più) è la metafora perfetta del governo Meloni

Ricordate la terribile emergenza maranza? Ecco: nel decreto sicurezza sparisce la registrazione della vendita di coltelli nei negozi. Un classico della destra al governo. Alzare la paura oltre la soglia di guardia, fare un decreto, e poi non parlarne più.
0 CONDIVISIONI
Immagine

Perdonate se non parlo di Sanremo, ma tocca rinfrescare un po' la memoria.

Ricordate?

Fino all’approvazione del decreto sicurezza il nemico giurato di questo Paese erano i maranza, ossia i giovani di stranieri di seconda generazione. Ogni caso di cronaca che riguardava uno di loro veniva sbattuto in prima pagina e sembravamo circondati da un’orda di quattordicenni col coltello in mano, roba da non uscire più la sera. Il tutto, generalizzando e criminalizzando un gruppo sociale fragile e inquieto, ai margini, di giovani spesso nati e cresciuti in Italia e trattati alla stregua di ospiti indesiderati.

Improvvisamente, approvano l’ennesimo decreto sicurezza e l’emergenza maranza non esiste più. Puf, scomparsa.

Addirittura, nella versione del decreto sicurezza che arriverà in Parlamento per essere discussa e votata, manca l'articolo che avrebbe obbligato gli esercenti a registrare l'identità degli acquirenti di coltelli con le lame lunghe. Di fatto, il cuore di tutta la grancassa della destra, solo poche settimane fa.

È uno schema ricorrente, da parte di chi ci governa. Prendi un caso di cronaca, o due, o tre. Mettili assieme. Parlane ossessivamente per qualche giorno. Crea l’emergenza. Facci un decreto per far vedere che il governo è forte e risponde alla paura delle persone. E magari infila in quel decreto una norma che non c’entra nulla, ma che vuoi far passare, tipo lo scudo penale per le forze dell’ordine. E poi smetti di parlarne.

È uno schema che funziona benissimo, intendiamoci.

È funzionato con i rave, con i centri sociali, con gli sbarchi dei migranti, con gli inquilini abusivi, con i manifestanti violenti, ora con i giudici brutti e cattivi, buon ultima emergenza che sparirà improvvisamente, qualunque sia l'esito del referendum, il prossimo 23 marzo.  Con chiunque passa essere additato come nemico per gli orwelliani “cinque minuti d’odio”.  Giusto il tempo di un decreto, di una conferenza stampa, di due dichiarazioni, di un'occhiata veloce ai sondaggi. E di una nuova emergenza che arriva, sospinta dal vento del nuovo caso di cronaca da cavalcare.

È un trucco semplice. Ma come con ogni prestigiatore, quando lo scopri non può fare a meno di non vederlo.
E quando lo vedi, puf, anche la destra scompare.

0 CONDIVISIONI
Immagine
Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views