La nuova legge elettorale avrà un impianto proporzionale, con alcune correzioni tese a evitare la frammentazione della rappresentanza in Parlamento. È questo il risultato finale del confronto interno alla maggioranza, conclusosi con un accordo che dovrebbe soddisfare tutte le forze che sostengono il governo guidato da Giuseppe Conte. A confermarlo è direttamente il ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento, il Cinque Stelle Federico D'Incà, che spiega: "Abbiamo avuto un vertice molto positivo. Stiamo rispettando i tempi che ci eravamo indicati, dunque entro fine anno sarà pronta la proposta da incardinare in Parlamento".

Nella lettura dell'esponente del Movimento 5 Stelle sono stati fatti "grandi passi avanti" e ci si è "rivolti verso un sistema proporzionale con correttivi antiframmentazione". Ora, conclude, "non resta che attendere la discussione in Parlamento, in modo da accogliere le indicazioni di deputati e senatori, anche di quelli che siedono tra i banchi dell'opposizione". Il ministro non ha fornito ulteriori dettagli sulle caratteristiche del provvedimento e, in particolare, non ha spiegato se si farà ricorso a una soglia di sbarramento su base circoscrizionale, nazionale oppure "naturale".

Tramonta, dunque, la possibilità del ritorno a un sistema maggioritario o parzialmente maggioritario, soprattutto cade l'ipotesi di una legge elettorale che contempli il doppio turno, come in un primo momento avevano suggerito alcune componenti del Partito Democratico.