La Camera dei deputati ha dato il via libera alla fiducia sulla legge di Bilancio. A votare la fiducia al governo sono stati 330 deputati: 219 i contrari e 1 solo astenuto. La decisione dell’esecutivo di porre la questione di fiducia deriva dalla volontà di non modificare nulla, oltre a ciò che già è stato cambiato in commissione Bilancio, in attesa che la trattativa tra Palazzo Chigi e la Commissione europea si sblocchi. Solo in un secondo momento, quasi certamente durante la discussione al Senato, il governo presenterà ingenti modifiche alla legge di Bilancio. Tra queste le più attese sono quelle che potrebbero riguardare la quota 100 in tema di pensioni e il reddito di cittadinanza. Ora la Camera è chiamata a votare gli ordini del giorno presentati, arrivando poi all’approvazione in prima lettura della legge di Bilancio nella giornata di sabato 8 dicembre.

Ora l’Italia e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dovranno portare avanti la trattativa con Bruxelles e durante la prossima settimana potrebbe esserci un incontro con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Una volta definiti i dettagli del nuovo accordo con l’Unione europea arriveranno anche le modifiche alla legge di Bilancio e, probabilmente, la definizione del reddito di cittadinanza e della quota 100.

L'opposizione attacca: ‘Porta Paese a sbattere'

Ad annunciare il voto contrario alla fiducia sono stati tutti i principali gruppi parlamentari: Leu, FdI, Fi e Pd. Federico Fornato, di Liberi e Uguali, parla di un “governo del Gattopardo” e di una manovra “che porterebbe il Paese a sbattere. State diventando un governo che oltrepassa i limiti della Costituzione”. Dura anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Non voteremo la fiducia né la manovra e sarebbe difficile fare diversamente per noi che abbiamo avuto un approccio non pregiudiziale verso il governo, dicendo di giudicare nel merito. Qui è proprio il merito che manca, voi chiedete una fiducia in bianco. In questa manovra non c’è nulla di quella che serve alla nazione”. Andrea Mandelli, di Forza Italia, chiede “subito un cambio di rotta che il vostro governo non è in grado di dare. Siamo davanti a un governo più attento alle ragioni del consenso che a quelle dello sviluppo”. Il deputato del Pd, Luigi Marattin, si sofferma invece sul reddito di cittadinanza su cui mancano ancora tutti i dettagli: "Non avete la più pallida idea di come venir fuori dalle bugie che avete raccontato", accusa.