Rendere abilitanti le lauree per le professioni regolamentate, abolendo l’esame di Stato. Questo è l’obiettivo del progetto di legge presentato dal ministro dell’università, Gaetano Manfredi, che è ora sul tavolo del governo. Il ddl, come anticipa il Sole 24 Ore, dovrebbe essere il primo collegato alla legge di Bilancio e il suo esame potrebbe già partire in questi giorni in Consiglio dei ministri. Quindi non ci sarà più l’esame di Stato per quasi tutte le professioni regolamentate, con l’ottenimento dell’abilitazione con la laurea. Un principio che varrà per odontoiatri, farmacisti, veterinari e psicologi. Ma anche geometri, agrotecnici, periti agrari e periti industriali: si tratta, infatti, delle nuove auree professionalizzanti introdotte quest’anno. Più complesso il percorso per altre professioni, come architetti, biologi, ingegneri, commercialisti: in questi casi sarà l’ordine o il consiglio nazionale a prendere l’iniziativa e decidere.

La prima fase: le lauree in odontoiatria, farmacia e psicologia

La relazione allegata al ddl prevede che il primo obiettivo sia quello di consentire “una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro”. Lo scopo primario è quello di “dare una risposta concreta alle esigenze sanitarie, culturali, economiche, produttive e sociali del Paese”. Il principio seguito è quello già introdotto dal decreto Cura Italia, che ha reso abilitante la laurea in Medicina. I primi a seguire l’esempio saranno proprio i professionisti di categorie affini a quelle sanitarie. Saranno resi abilitanti i corsi di laurea in odontoiatria, farmacia, veterinaria e anche la magistrale in psicologia. Serviranno, però, almeno 30 crediti formativi conseguiti attraverso tirocinio.

Università, seconda fase: l’abilitazione con le nuove lauree

La seconda fase seguirà lo stesso procedimento, ma per le lauree professionalizzanti in materi tecniche. Sono quelle riportate nell’articolo 2 del ddl e fanno riferimento ai corsi di laurea istituiti ad agosto. I primi laureati, dunque, arriveranno solamente tra tre anni. In questi casi bisognerà ripensare all’esame di laurea, con una parte pratica da inserire nella prova, integrando le commissioni con dei professionisti e adeguando anche il corso di studio, sulla base di quanto previsto dall’articolo 3 dello stesso testo.

L’ultima fase: il possibile allargamento ad altre professioni

L’ultimo articolo del ddl si rivolge a una platea che potrebbe diventare sempre più larga. Si prevede che anche altre professioni aderiscano a questo meccanismo, ma solamente nel caso in cui siano gli stessi consigli o federazioni a deciderlo. Parliamo, per esempio, di architetti, assistenti sociali, biologi, chimici, geologi, ingegneri, commercialisti, esperti contabili e revisori legali, ma anche altre categorie. Per loro decideranno i consigli nazionali, stabilendo se eliminare o meno l’esame di Stato. E non è detto che lo facciano.