“Il nuovo governo nasce da un atto di responsabilità verso il Paese ma potrebbe essere anche qualcosa di più. Purché si verifichino determinate condizioni”. Non ha dubbi Laura Boldrini, nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affida a Giuseppe Conte il mandato per la formazione del nuovo governo: ci sono le condizioni per un cambio di paradigma che apra una nuova stagione per la politica e per il Paese.

Presidente Boldrini, qual è la sua lettura dell’evoluzione della crisi e del suo epilogo?

Guardi, dobbiamo necessariamente partire da un dato di fondo: Salvini ha lasciato un Paese fermo, a crescita zero, profondamente isolato sul piano internazionale, con un clima tossico, avvelenato da pillole quotidiane di odio. In questo contesto, la decisione di aprire la crisi nasceva esclusivamente dalla volontà di capitalizzare il consenso di cui sembrava godere in quel momento. Chiedendo i pieni poteri, si è messo fuori dal perimetro istituzionale e ci si era prospettata una vera e propria emergenza democratica.

Ora è chiaro che il percorso di questo governo non sarà una passeggiata di salute, perché PD e Movimento 5 Stelle hanno culture politiche diverse e vengono da anni di dura contrapposizione. La strada dunque è tutta in salita, ma c’è anche un’altra lettura possibile, seppur rischiosa.

Quale?

Questo governo nasce da un atto di responsabilità, che però può diventare un esperimento interessante, in grado di aprire nuovi scenari politici. A patto che sia davvero un momento di svolta e che si scelga una direzione chiara, basata su alcuni punti fermi. In primo luogo è necessario rimettere al centro delle preoccupazioni della politica i bisogni delle persone. Poi bisogna smetterla con la propaganda e uscire finalmente dal clima di campagna elettorale permanente. Abbiamo vissuto mesi improntati all’odio, in un clima che rende tutti peggiori e inquina il dibattito pubblico, fino a incidere sulla qualità della nostra democrazia. Infine, è necessario proporre per la guida del Paese figure autorevoli e innovative, puntando finalmente sulle donne. In gamba, mi creda, ce ne sono molte.

A questo proposito, tra l’altro, secondo Salvini lei sarebbe in cerca di poltrone…

Salvini mi attribuisce qualunque cosa possa far comodo alla sua propaganda. A differenza di quello che va sbraitando, io non sono in cerca di incarichi o poltrone. Non si deve stare sempre in prima fila per fare il bene del Paese. Darò una mano sui miei temi e cercherò di lavorare affinché il Paese ritrovi la serenità e l’ottimismo, uscendo da quella cappa di paura che lui ha voluto a creare. Ci sono molte donne che io credo possano contribuire in modo egregio alla squadra di governo. Penso ad esempio a Rossella Muroni, ex Presidente di Legambiente, donna giovane, con un curriculum di tutto rispetto, la cui competenza è riconosciuta da tutti. E, considerato che oggi l’ambiente è e deve essere un tema centrale e predominante, credo che si tratti di un nome importante per competenza e qualità.

Zingaretti insiste molto sul concetto di discontinuità, lei concretamente in che modo lo declinerebbe?

Se i principi sono quelli di cui abbiamo discusso prima, allora è semplice trasformare il concetto di discontinuità in atti concreti. Le faccio qualche esempio. Discontinuità è considerare “emergenza” la questione emigrazione. Ci sono migliaia di giovani che lasciano il nostro Paese perché non siamo in grado di garantire loro un futuro, dunque è prioritario intervenire con un piano serio per il lavoro e per la valorizzazione delle competenze. È discontinuità dare risposte alle donne che non hanno accesso al mercato del lavoro, che in Italia sono in percentuale ben più alta che nel resto d’Europa. È capitale umano abbandonato, senza il quale l’Italia non si rialzerà.

Pensa che Conte sia il profilo giusto per gestire questo percorso, dato anche il suo coinvolgimento nella precedente stagione?

Guardi, su Conte mi sento di dire che nel precedente governo si è trovato a gestire fasi molto complicate. È stato per mesi messo in difficoltà da chi voleva prendere il suo posto, scavalcando le competenze degli altri ministri, fino a fare tutto da solo. Inoltre, la figura del premier terzo tra due contraenti di un contratto di governo era un’invenzione, non poteva funzionare. Il Presidente del Consiglio deve poter guidare e gestire il governo. Ora, potrebbe (e sottolineo potrebbe) entrare davvero in possesso di quel ruolo.

Nel frattempo c’è chi grida al furto di democrazia e fa appelli alla piazza, addirittura da Quirinale e Viminale…

Alcuni appelli mi sono sembrati davvero sguaiati, per il luogo in cui sono stati lanciati e per il tono. Io penso che sia legittimo protestare e, se lo si ritiene opportuno, anche scendere in piazza. Però, davvero, basta strumentalizzazioni e falsità. Non c’è alcuno scandalo, non c’è stata alcuna manovra che sia andata oltre la Costituzione. Che gridi al ribaltone proprio Salvini, che si era presentato alle elezioni con Meloni e Berlusconi e poi li ha mollati per andare a governare coi 5 Stelle, mi sembra davvero assurdo.