Al momento sono 5 e non sette, come comunicato in un primo momento dai soccorritori, i cadaveri dei migranti rinvenuti durante le ricerche dei dispersi del naufragio di ieri, avvenuto davanti alle coste di Lampedusa. Si tratta di cinque donne. I corpi privi di vita di tre di loro sono stati recuperati in mare dalla motovedetta della Guardia Costiera CP 324. I corpi di altre due donne, invece, sono stati ritrovati dalla Guardia di Finanza. I 149 migranti tratti in salvo dalle motovedette della Guardia Costiera, tra i quali ci sono 13 donne e 3 bambini, hanno raccontato che sul barcone erano presenti altre venti persone che risultano disperse. Molti migranti hanno riferito di avere perso familiari o amici.

Il naufragio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima del tramonto, a circa un miglio dalla spiaggia dell'Isola dei Conigli. La barca, che non aveva richiesto aiuto né segnalato la sua posizione alla Guardia Costiera, si è capovolta a causa del mare in tempesta, con onde alte anche quattro metri. I dispersi provengono dall'Algeria, dal Pakistan e dalla Tunisia. Due i cadaveri rinvenuti fino ad ora: la Guardia di Finanza ha recuperato all'alba il corpo di una donna, a Cala Galera. Ad avvistare il corpo è stato un uomo che ha avvertito le autorità. Anche il secondo cadavere è stato avvistato in spiaggia, ma le onde lo hanno trascinato di nuovo in mare, nelle acque antistanti Lampedusa. Il corpo è talmente martoriato da rendere, per il momento, impossibile perfino definirne il sesso. Al momento la Polizia sta procedendo con la fotografia dei cadaveri e con il prelievo del Dna, che serviranno per un eventuale riconoscimento futuro dei cadaveri.

La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta: indaga per naufragio, favoreggiamento dell'immigrazione, e morte come conseguenza di altro reato. Il pm Salvatore Vella è al lavoro da ieri sera per coordinare l'indagine.

Nelle ricerche, rese difficili dal maltempo, sono attualmente impiegati due motovedette e un aereo della Guardia Costiera, una nave e un elicottero della Marina Militare, una motovedetta e un pattugliatore della Guardia di Finanza.

Due pescatori hanno dato l'allarme

Sono stati due pescatori ad avvisare ieri pomeriggio la Capitaneria di porto della presenza del barcone in difficoltà. Stefano Martello e Calogero Sanguedolce, questi i nomi dei due lampedusani, hanno dato l'allarme consentendo così l'intervento tempestivo delle motovedette che sono riuscite a trarre in salvo 149 migranti.

Questa la loro testimonianza: "Stavamo passeggiando lungo il tratto di costa che si affaccia su Cala Galera – ha detto Stefano Martello – perché i pescherecci sui quali lavoriamo sono fermi a causa del maltempo. Quando abbiamo visto la barca navigare verso il porto abbiamo capito subito che le onde altissime stavano per fare capovolgere l'imbarcazione. Abbiamo chiamato la Capitaneria e le motovedette sono arrivate nel giro di pochi minuti. È stata questa tempestività a salvare i Migranti che nel frattempo erano caduti in acqua, senza l'intervento immediato delle motovedette sarebbero tutti morti".

Due fratellini rimasti orfani

Tra i sopravvissuti ci sono anche due fratellini tunisini, entrambi minorenni, che nel naufragio hanno perso entrambi i genitori. Lo hanno raccontato loro ai poliziotti che da ieri stanno ascoltando i superstiti.