L'ultimo Dpcm ha diviso l'Italia in tre parti. Dal 6 novembre le Regioni italiane sono zone gialle, arancioni e rosse, in base allo scenario e al livello di rischio. L'Istituto superiore di sanità, con il monitoraggio settimanale, aggiorna periodicamente lo status delle Regioni. Si torna anche a parlare di lockdown nazionale, chiesto dai medici e smentito più volte dal Governo. L'Iss decide in base ai 21 indicatori individuati dal Comitato tecnico scientifico e dal Ministero della Salute. Tra questi c'è anche l'indice Rt, utilizzato spesso come esempio per far capire il livello di gravità nella circolazione del virus.

Covid, quali sono le zone gialle in Italia

In questo momento in Italia sono in zona gialla: Molise, Sardegna, Lazio, la Provincia autonoma di Trento, Veneto, Liguria e Sicilia. Nelle zone gialle le misure di contenimento sono le meno restrittive, e sono valide per tutto il territorio nazionale: coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina, didattica a distanza al 100 per cento alle scuole superiori, stop a mostre e musei, trasporto pubblico al 50 per cento della capienza e centri commerciali chiusi nei weekend. Oltre alle misure già valide sul territorio nazionale, come la chiusura di bar e ristoranti alle 18 (con permesso per asporto e consegna a domicilio) o quella generale di cinema, teatri, palestre e piscine.

Quali sono le zone arancioni Covid ad oggi

A meno di una settimana dalla prima divisione dell'Italia in zone, le arancioni sono aumentate sensibilmente. Attualmente sono arancioni – cioè hanno una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo – la Puglia, che lo era dal 6 novembre, ma anche Emilia-Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Umbria, Piemonte, Calabria e Lombardia.

Tra le regole nelle zone arancioni c'è il divieto di spostamenti fuori dal Comune o dalla Regione dove si vive, se non per ragioni comprovate di necessità, lavoro o scuola. Sulle scuole restano le restrizioni della zona gialla, mentre bar, ristoranti e pasticcerie non possono aprire al pubblico, se non per asporto e consegne a domicilio (fino alle 22).

Quali sono le regioni in zona rossa

Le zone rosse sono quelle in cui la situazione di trasmissibilità non è più controllata, con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo. Dal 6 novembre sono state decretate rosse Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria, alle quali si è aggiunta anche la Provincia autonoma di Bolzano, che sembrava destinata ad esserlo già dall'inizio, poi dichiarata gialla e infine rossa. Al momento di queste rimane in zona rossa solo la Valle d'Aosta e Bolzano.Poi anche Campania e Toscana sono diventate zone rosse. Per ultimo anche l'Abruzzo, con l'ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, che verrà confermata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nelle zone ad alto rischio c'è un semi-lockdown. Oltre alle misure già in vigore nelle zone gialle e arancioni, non si può uscire di casa se non con una comprovata esigenza di lavoro, scuola o salute. I negozi sono chiusi, esclusi supermercati, farmacie, edicole e tabacchi. La scuola viene garantita in presenza fino alla prima media, dalla seconda in poi si svolge totalmente a distanza.