La fuga da Forza Italia verso Vannacci e il fattore Marina, Fn: “Centrodestra fluido e sbiadito non piace”

C'è un ‘fattore Marina' che forse spiega il perché di questa rapida successione di uscite dal partito fondato da Silvio Berlusconi, di cui proprio pochi giorni fa, il 12 giugno, ricorreva l'anniversario della scomparsa.
Negli stessi giorni in cui FI ricordava il suo leader si è registrato uno strappo importante: sono transitati nel partito di Vannnacci il lucano Attilio Pierro, (che nel dicembre scorso aveva lasciato la Lega per passare con Forza Italia) e l'emiliano Davide Bergamini, anche lui passato dal Carroccio a FI. Una novità che ha infoltito e raddoppiato la squadra del generale alla Camera, considerando anche gli altri due nomi di ‘traditori' di Salvini, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, che hanno portato la truppa dei vannacciani in Parlamento a otto deputati.
Il fatto che Vannacci peschi dalle schiere di Fdi e Lega non è una sorpresa. Il fatto inedito è l'attrazione per Futuro Nazionale che cova anche tra gli azzurri, almeno in quella parte che ha i suoi riferimenti nella vecchia guardia di Alleanza Nazionale, poi confluita nel partito unico di centrodestra, il Popolo della Libertà (Pdl). Non è un caso che il forzista Maurizio Gasparri, ex An, si sia dimesso da capogruppo degli azzurri al Senato na fine marzo, lasciando il posto Stefania Craxi. E non è un caso nemmeno che l'ex capogruppo a Montecitorio Barelli, prima di lasciare ad aprile il suo posto al deputato Costa, abbia lanciato un messaggio di stizza alla famiglia Berlusconi: "Normalmente i partiti si guidano dall'interno".
Si tratta di cambiamenti che si sono resi necessari dopo i ripetuti inviti da parte Pier Silvio e Marina di dare spazio a "facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato", per traghettare il partito verso il futuro. Paletti che sono stati fissati anche nella riunione a Cologno Monzese tra Antonio Tajani, Marina e Pier Silvio Berlusconi, convocata dai due imprenditori dopo la sconfitta al referendum costituzionale (la riforma della giustizia sarebbe stata una bandierina per gli azzurri).
Ma la linea che soprattutto la figlia di Berlusconi sta dettando al partito ‘di famiglia', la svolta liberal, moderata e progressista, non convince tutti. Ci sarebbero divergenze su apertura a ius soli, attenzione a diritti e tematiche Lgbt, accoglienza, propugnata in chiave anti-remgrazione. E quest'insofferenza si sta facendo sentire anche a livello locale, nei territori. Per questo Vannacci non punta solo agli esponenti delusi di Fdi e Lega, ma si rivolge anche al bacino azzurro.
Ad aprile per esempio a Civitanova Marche il sindaco Ciarapica ha lasciato Forza Italia e si arruola con Vannacci, per assicurarsi una candidatura alle elezioni politiche. Ma non è stato l'unico. La scorsa settimana a Brindisi la crescita di Vannacci nei sondaggi ha provocato una valanga e ha portato all'addio a Forza Italia e all'ingresso in Fn di tre consiglieri comunali Nicola Di Donna, Luca Tondi e Marika Ciaccia (quest'ultima poi ci ha ripensato ed è rimasta nel partito Tajani).
La vicenda non è stata indolore. Proprio ieri infatti la coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Giuseppe Marchionna, (eletto da indipendente con l'avallo del deputato forzista Mauro D’Attis) ha deciso di escludere dalla maggioranza i consiglieri vannacciani. Gli esponenti di Futuro Nazionale sarebbero rimasti stupiti proprio dalle modalità e soprattutto dalle motivazioni: alla base dell'esclusione ci sono imcompatibilità emerse tra la maggioranza di centrodestra e le idee esplicitateall'assemblea costituente nazionale del 13 e 14 giugno. Nella nota firmata dalla maggioranza brindisina si legge infatti:
La presenza nel Consiglio comunale di Brindisi del gruppo di "Futuro Nazionale" induce a rendere pubblico ciò che era intuibile da diverse settimane e che ora ha necessità di essere stigmatizzato alla luce delle affermazioni programmatiche emerse nel corso dell'Assemblea costituente di Futuro Nazionale. Il programma elettorale di questa Amministrazione, che ha riscosso i consensi, non trova rispondenza alcuna nelle linee enunciate da FN nel corso dell'Assemblea costituente
Nel documento si passa quindi a ricordare i punti principali del programma del centrodestra nella città pugliese: transizione energetica, ambientale e digitale; rigenerazione urbana "che guarda all'inclusione"; accoglienza; dialogo con l'Europa. Il deputato Rossano Sasso, responsabile per il Sud di Fn, commenta così "Ormai Lega, Forza Italia ee Fdi parlano come Pd e M5s, a Brindisi e non solo. Ormai è chiaro: il centrodestra non vuole Futuro Nazionale in coalizione ". Soprattutto alla luce dello scontro a distanza di ieri tra la presidente del Consiglio e l'ex generale Vannacci, che non si sarebbero mai parlati neanche al telefono.
Rumors dicono che dietro la decisione di estromettere dalla maggioranza i consiglieri ex berlusconiani, ai quali si è aggiunto subito dopo l'ex meloniano Cesare Mevoli, ci sia proprio lo stesso Tajani, che avrebbe chiamato irritato Marchionna. Ma fonti di Forza Italia consultate da Fanpage.it assicurano che il leader non si sarebbe interessato direttamente alla questione. In ogni caso dentro Futuro Nazionale, pur non prevedendo nuove adesioni in Parlamento entro la fine della legislatura, sono certi di poter contare nelle prossime settimane sui nuovi arrivi a livello locale: "Questo centrodestra fluido e sbiadito non piace a tutti", è l'avvertimento dei vannacciani.