La denuncia del Movimento 5 Stelle: “La scorta al condannato Berlusconi la pagano ancora gli italiani”
Silvio Berlusconi percepisce un vitalizio di 8mila euro al mese malgrado la condanna definitiva per frode fiscale: come lui anche Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro e tutti gli altri politici finiti nella maglia della giustizia. Eppure Partito Democratico, Forza Italia e Nuovo Centrodestra hanno detto un secco "no" alla richiesta del Movimento 5 Stelle di tagliare il vitalizio ai politici condannati. E' accaduto due giorni fa e a darne notizia è stato il gruppo parlamentare "grillino", che aggiunge: "Silvio Berlusconi, continua a girare indisturbato per le vie del Paese a nostre spese con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati direttamente con le tasse dei cittadini. Inoltre, tutte le sue abitazioni private, incluso Palazzo Grazioli, noto più per i festini che per altro, sono rigorosamente presidiate da decine di carabinieri".
Una situazione che i parlamentari del Movimento 5 Stelle giudicano insopportabile e che è figlia di un Decreto Legge, strumento teoricamente previsto per fronteggiare situazioni di emergenza. A presentarlo fu proprio il cavaliere, che volle far assumere dallo stato i circa 40 componenti facenti parte della sua scorta privata in modo da mantenersi il privilegio vita natural durante: il costo dell'operazione? Oltre 2,5 milioni di euro all'anno. Soldi dei cittadini che vengono spesi nei confronti di un politico "fuori dai giochi" e decaduto dalla sua carica di Senatore.
Il senatore Giarrusso, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un'interrogazione parlamentare ponendo alcune domande:
– quali iniziative legislative il Governo intenda adottare al fine di rivedere la normativa che consente agli ex premier di usufruire del servizio di scorta successivamente alla fine del proprio mandato;
– quali interventi urgenti intenda intraprendere per rivedere il sistema della protezione del Presidente del Consiglio dei ministri, anche alla luce delle esigenze di contenimento della spesa pubblica;
– se non si intenda accogliere l'appello del Copasir che ritiene occorra attribuire il compito di protezione del Presidente del Consiglio dei ministri alle forze dell'ordine sulla base di quanto stabilito dal Ministero dell'interno e dagli altri organi competenti;
– quali siano i motivi per cui, nonostante sia scaduto nel novembre del 2012 il periodo di 12 mesi previsto per il mantenimento della scorta, non si sia provveduto a rimuovere il servizio di protezione al signor Silvio Berlusconi, ma piuttosto a garantirla con una deroga.
Al momento non è arrivata nessuna risposta.