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Opinioni
Aggiornamenti sul referendum in Catalogna
27 Ottobre 2017
15:46

La Catalogna dichiara l’indipendenza dalla Spagna: Madrid destituisce i vertici

Il Parlamento catalano ha votato la dichiarazione unilaterale di indipendenza dalla Spagna e proclamato la nascita della Repubblica catalana. La notizia è stata accolta con un boato di gioia dagli indipendentisti presenti in piazza. Il governo di Madrid ha destituito i vertici (tra cui Puigdemont) e sciolto il Parlamento catalano: le elezioni sono state indette per il 21 dicembre.
A cura di Charlotte Matteini
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Aggiornamenti sul referendum in Catalogna

Aggiornamento: Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sciolto il Parlamento catalano e ha annunciato che il prossimo 21 dicembre si celebreranno le elezioni in Catalogna. Tra le misure approvate dal governo di Madrid c'è anche la "destituzione del governatore catalano Carles Puigdemont, del suo vice, Oriol Junqueras, e dei consiglieri del governo autonomo".

"In virtù del voto, costituiamo la Repubblica catalana come stato indipendente e sovrano, di diritto, democratico e sociale". Dopo quasi un mese di tira e molla tra Barcellona e Madrid, con un voto a scrutinio segreto e sfruttando l'assenza delle opposizioni – che hanno deciso di abbandonare l'Aula – il parlamento catalano ha deciso di votare a favore dell'indipendenza della regione autonoma – proposta da Junto per Sì e Cup – nonostante la minaccia di commissariamento da parte del governo centrale. Così, oggi, venerdì 27 ottobre, si apre in Spagna una profondissima crisi politica che molto probabilmente andrà a riverberarsi anche oltre i confini nazionali. Da settimane il premier spagnolo Rajoy sta paventando l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione spagnola, uno strumento legislativo che prevede il commissariamento e la destituzione dei vertici istituzionali delle regioni che si ribellano alla legislazione iberica.

Rajoy la scorsa settimana ha offerto una sorta di risoluzione pacifica al presidente catalano Puigdemont: in caso di indizione delle elezioni anticipate e revoca della dichiarazione di indipendenza, il commissariamento sarebbe stato congelato. Nonostante alcune indiscrezioni avessero fatto intendere che il presidente catalano stesse per cedere alle pressioni di Madrid, Puigdemont in realtà non ha mai preso seriamente in considerazione l'offerta di Rajoy perché intenzionato a sancire la validità del referendum dello scorso primo ottobre e della relativa indipendenza della regione autonoma.

E così, dopo aver posticipato per giorni una reazione netta alle richieste di Madrid, oggi il parlamento catalano ha votato formalmente la dichiarazione di indipendenza unilaterale, (70 voti a favore, 10 contrari e due astensioni) dando luogo all'inizio del percorso di secessione dalla Spagna. A distanza di pochissimi minuti dal voto, migliaia di persone si sono ritrovate nella piazza davanti al Parlament e hanno accolto con un boato di gioia la notizia, agitando le bandiere dell'indipendenza. I deputati, tutti in piedi, hanno cantano l'inno nazionale Els Segadors e, subito dopo che la presidente Carme Forcadell ha annunciato l'adozione della dichiarazione d'indipendenza, hanno gridato in Aula: "Visca Repubblica" (Viva la Repubblica).

In mattinata il premier Mariano Rajoy ha assicurato davanti al Senato che il governo destituirà il presidente catalano Carles Puigdemont, il vicepresidente Oriol Junqueras e tutti i membri del Governo con i poteri straordinari che gli saranno concessi oggi dalla camera alta con l'approvazione del 155. In seguito alla votazione, il premier spagnolo ha twittato: "Chiedo a tutti gli spagnoli di stare tranquilli. Lo Stato di Diritto restaurerà la legalità in Catalogna".

Il Senato approva il 155, Ue respinge la dichiarazione di indipendenza

A pochi minuti dalla dichiarazione di indipendenza della Catalogna, il Senato spagnolo ha approvato l'applicazione del 155 nei confronti della regione autonoma, che a breve potrebbe dunque essere commissariata. "Quello della Catalogna è un atto criminale, lo Stato reagirà", ha commentato Rajoy. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha dichiarato che nonostante la proclamazione della Repubblica Catalana "per l'Ue nulla cambia, l'unico interlocutore rimarrà la Spagna".

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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