È approdata in mattinata nel porto di Pozzallo la nave Alan Kurdi, della Ong Sea Eye, con a bordo 32 migranti soccorsi nel Mediterraneo la notte di Natale. Sulla banchina è pronta la macchina dell'accoglienza: dopo i controlli medici inizieranno le operazioni di sbarco. Dei 32 migranti soccorsi in mare 10 sono minori, alcuni in tenera età (il più piccolo ha appena 6 mesi), e ci sono 5 donne, di cui una incinta di 7 mesi. La decisione di assegnare Pozzallo come porto sicuro è stata presa sabato sera dal Viminale tenendo conto della presenza a bordo di persone in "condizioni di vulnerabilità". La maggior parte dei migranti, come spiegato dal medico a bordo della nave, “non mangia e non beve già da 3 giorni”.

La notizia che, dopo giorni in mare, i migranti a bordo della Alan Kurdi avrebbero potuto raggiungere la terra ferma è stata accolta da abbracci, come testimoniano le foto twittate dalla Ong Sea Eye. "Grazie a tutti da parte dei 32 migranti libici", si legge su un foglietto scritto in diverse lingue e pubblicato in rete.

La Commissione europea ha già avviato, su richiesta dell'Italia, la procedura per il ricollocamento dei migranti sulla scorta del pre-accordo di Malta. Sul profilo Twitter della Ong, nel pomeriggio ieri, era anche apparso un duro messaggio nei confronti di Malta: “Il centro di coordinamento marittimo di Marta è dell’opinione che una donna incinta disidratata e dei bambini che non mangiano non siano un’emergenza”. Secondo quanto riporta la Ong, La Valletta si sarebbe rifiutata di evacuare 10 persone in condizioni critiche.