L’inceneritore di Parma partirà tra 30 giorni: Pizzarotti si arrende
"Abbiamo già ottenuto una grande vittoria senza neanche entrare in Comune: a Parma l'inceneritore non si farà più". Con questa dichiarazione trionfalistica, non più tardi di qualche mese fa, Federico Pizzarotti celebrava la sua vittoria alle amministrative di Parma. Invece, solo due giorni fa la Iren, l'azienda che gestisce l'inceneritore, ha annunciato l'avvio della fase preliminare, che durerà una trentina di giorni e che è precondizione alla misurazione delle emissioni e alla definitiva entrata a regime dell'impianto. Si tratta, come comunicato dai tecnici dello "svolgimento di attività tecniche complementari alla messa a punto del sistema impiantistico che verranno effettuate a caldo attraverso la combustione di solo gas metano"; in altre parole della fase di avvio dell'impianto di combustione dei rifiuti.
Una sconfitta per chi come Pizzarotti aveva fatto della rinuncia all'inceneritore uno dei punti di forza del suo programma elettorale, trovando il convinto sostegno di Beppe Grillo, sceso più volte nella Stalingrado del Movimento 5 Stelle a sostenere la battaglia contro la Iren. Ovviamente la notizia ha fatto passare al contrattacco le altre forze politiche, che hanno sottolineato l'enorme distanza fra le promesse elettorali e gli atti dell'amministrazione a 5 stelle ("Che dire? Quasi meglio di Berlusconi", è il commento dei democratici). Lo stesso Pizzarotti non ha nascosto una certa delusione: "Ci abbiamo provato, sono insoddisfatto, certo, ma continueremo a tenere alte le antenne: non si fanno solo le battaglie che si è sicuri di vincere". E adesso, in attesa della decisione della Cassazione sul ricorso della Procura contro la decisione del Riesame (che aveva bocciato il sequestro dell'impianto), il Sindaco annuncia controlli severi sulle emissioni e rilancia la politica "rifiuti zero".