Lo ius soli slitta ancora, e ormai sembra essere arrivato al capolinea. "Una norma di civiltà, ma il realismo ci dice che non sarebbe passato", così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sembra chiudere la questione, assicurando però che questo sarà il primo atto della nuova legislatura. Ma il dato di fatto oggi è che il ddl sullo ius soli resta escluso dal calendario dei lavori dell'aula del Senato.

Sinistra italiana ha riprovato durante la conferenza dei capigruppo a sollecitare la discussione del provvedimento, ma secondo il Pd il ddl non avrebbe i numeri: e quindi non è previsto nell'agenda dei lavori parlamentari delle prossime settimane. Anzi Luigi Zanda (Pd) prova a rigirare la questione: "Portare oggi nell'aula del Senato lo Ius soli significherebbe condannarlo a morte certa e definitiva", perché anche a causa del veto posto da Ap, alla maggioranza mancherebbero 24 voti. Ma in poche ore decine di senatori hanno sottoscritto un documento per chiedere l'immediata calendarizzazione della legge: "È la risposta, la più immediata, alle pretese di Angelino Alfano di dettare l'agenda politica del governo, del parlamento e del paese. Ma questa idea pusillanime della politica può garantire, al massimo, una qualche pallida sopravvivenza ad Alfano e ai suoi cari. Dunque, buon pro gli faccia", è l'affondo del senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la difesa dei diritti umani.

Anche Matteo Orfini in un'intervista di oggi a Repubblica critica l'arroccamento di Alfano: "Si oppongono alla legge non perché sbagliata, ma perché non conviene. Dicono che non è opportuna perché gli italiani non la comprenderebbero. La politica ha il dovere di guidare l'opinione pubblica, non di farsi guidare inseguendo i sondaggi, soprattutto se sono in ballo i diritti delle persone. Altrimenti hanno un'idea piccola della politica"- e aggiunge – "La posizione di Ap è sbagliata, quella di Alfano contraddittoria: due anni fa votarono alla Camera lo stesso, identico testo". Orfini si riferisce al ragionamento fatto da Alfano ieri, secondo cui l'approvazione dello ius soli sarebbe in questo momento un regalo alla Lega Nord. Secondo Orfini l'unica strada per approvare la legge è che il Governo metta la fiducia, non prima però di aver verificato che questa fiducia ci sia davvero.

Ma per la presidenza dei senatori di Sinistra italiana, Loredana De Petris, i numeri ci sarebbero: "Secondo i nostri calcoli anche nel gruppo Misto ci sono una quindicina di voti a sostegno, e anche la posizione dei senatori di Ap non è così compatta sulle posizioni del segretario Angelino Alfano".