Oltre a Quota 100 c'è un altro modo che il lavoratore ha disposizione per ottenere una pensione anticipata: si tratta dell'isopensione, per la quale però sono necessari alcuni requisiti, sia da parte del datore di lavoro sia da parte del richiedente. L‘isopensione è stata introdotta dalla legge Fornero, e poi è stata modificata dalla Legge di Bilancio 2018. Grazie a tale misura le aziende e i lavoratori possono di comune accordo decidere di chiudere in anticipo il rapporto lavorativo, anche 7 anni prima rispetto alla data di pensionamento.

Possono usufruirne i lavoratori di aziende con un organico medio che superi i 15 dipendenti. Considerato che la pensione di vecchiaia si raggiunge con 67 anni d'età, possono aderirvi i lavoratori con età pari o superiore a 60 anni. Inoltre, è assolutamente necessario che tra azienda, Inps e sindacati sia raggiunto un accordo di esodo. L'intero carico del programma di esodo grava sul datore di lavoro, il quale deve versare nelle casse dell'Istituto di previdenza i finanziamenti necessari per porre in liquidazione la pensione, inclusi i contributi. L'isopensione può essere richiesta anche per i dirigenti che risultino in esubero in base a un accordo sulla riduzione del personale firmato da una sigla sindacale abilitata a stipulare il contratto collettivo di lavoro della categoria.

Quando si può ottenere l'assegno

L'isopensione si può richiedere in presenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel settore privato. Ma è necessario che vi siano altre condizioni:

  • Il dipendente deve essere arrivato a fine carriera, e si intende quindi 4 anni prima di maturare il diritto alla pensione di vecchiaia (7 per il triennio 2018-2020), con il raggiungimento dei requisiti contributivi e anagrafici previsti legge;
  • l'azienda deve avere più di 15 dipendenti, oppure dichiara esuberi o ha programma in licenziamenti collettivi;
  • Si stipula un accordo con il sindacato e l'Inps approva.

Come funzionano gli accordi di esodo

L'accordo di esodo viene sottoscritto tra tre figure: azienda, organizzazioni sindacali più rappre­sentative a livello aziendale e Inps. Dopo la firma dell'accordo, i lavoratori vengono informati della possibilità di poter accedere all'isopensione. L'Inps entra in gioco alla fine, e ha il compito di validare l’atto verificando che i requisiti siano stati rispettati.

A quanto ammonta l'assegno

L'assegno che spetta al lavoratore è pari all'importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di cessazione del rapporto di lavoro, esclusa però la contribuzione correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per gli anni dello scivolo. Per cui l'ammontare della pensione percepita sarà più bassa rispetto alla futura pensione, in quanto il calcolo viene fatto sulla base dei contributi versati nel momento si esce dal mondo del lavoro.