"Camerieri delle multinazionali travestiti da sovranisti", è con queste parole che il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio definisce la Lega di Matteo Salvini. Un attacco durissimo quello del ministro degli Esteri secondo il quale la Lega avrebbe investito 300 mila euro in obbligazioni di Arcelor Mittal e per questo ora starebbe attaccando il governo e difendendo l'azienda. La risposta della Lega però non si fa attendere con Matteo Salvini che dice: "Non querelo mai, ma oggi ho deciso di querelare 5 Stelle e alcuni giornali". Ad intervenire è anche il deputato e tesoriere della Lega, Giulio Centemero che spiega: "I bond da 300mila euro di ArcelorMittal sono stati acquistati dalla Lega Nord nel 2011 e presi in carico su un fondo titoli di Unicredit il 10 luglio 2013, ma in qualità di tesoriere della Lega dal settembre 2014 ho provveduto alla dismissione di tutti i titoli nel 2015 e in particolare quello in oggetto a gennaio. Tutta la gestione titoli è stata effettuata nel rispetto della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. È tutto certificato nero su bianco".

Attaccando poi duramente gli ex alleati di governo Centemero aggiunge: "Le frottole inventate in proposito in queste ore da certi esponenti politici sono solo una scusa meschina per coprire il proprio fallimento. In ogni caso, le querele sono già pronte. Arriveranno puntuali a chi, prima di dare fiato alla bocca, dovrebbe imparare almeno a leggere gli estratti conto e soprattutto le loro date".

La scoperta di un investimento della Lega di 300.000 euro in bond di ArcelorMittal tuttavia non sarebbe una notizia rivelata dal Movimento Cinque Stelle, bensì un'esclusiva dei giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine contenuta nel loro libro "Il libro nero della Lega" uscito lo scorso febbraio. Stefano Vergine ha anche commentato la vicenda con un tweet in cui accusa Luigi Di Maio di strumentalizzare la questione.

Secondo quanto risulta all'agenzia Adnkronos, l'investimento della Lega ci sarebbe effettivamente stato, ma sarebbe poi stato "chiuso", dopo la vendita dei titoli, esattamente quattro anni fa. Come scrive l'agenzia: "Il 16 gennaio del 2015 tra i movimenti e flussi dei conti del partito di Matteo Salvini, risulta la vendita dei titoli in questione".