Il Movimento Cinque Stelle attacca l'ex alleato di governo e accusa la Lega di conflitto d'interessi sul caso dell'ex Ilva di Taranto e l'abbandono del colosso dell'acciaio, Arcelor Mittal: "Perché la Lega di Salvini ha investito 300 mila euro in obbligazioni di Arcelor Mittal? Salvini, come al solito, piuttosto che rispondere preferisce scappare. Eppure, secondo diversi organi di stampa, il suo partito avrebbe investito soldi pubblici, cioè soldi di tutti i cittadini, non solo su obbligazioni Arcelor Mittal, ma anche su alcune delle più famose banche e multinazionali mondiali. Ma il loro motto non era ‘prima gli italiani'?", hanno affermato i portavoce pentastellati in Commissione Attività produttive alla Camera. "Sarà forse per questo che la Lega, invece di prendersela con la multinazionale franco-indiana che ha minacciato di andarsene e lasciare a casa oltre 10mila persone, si è scagliata contro il Governo? Questo è il momento di riunire le forze per difendere la sovranità dell'Italia, tutelare la nostra economia, i lavoratori e i cittadini di Taranto. Ma viene da chiedersi: non c'è forse un macroscopico conflitto d'interessi per un partito che è in Parlamento e che dovrebbe tutelare gli interessi degli italiani?", hanno poi concluso.

Di Maio: "Mi rivolgo all'opposizione e in particolare a chi si definisce sovranista"

Un tema ripreso anche dal leader pentastellato, Luigi Di Maio, che in un post su Facebook ha definito la questione una battaglia per la sovranità dello Stato, lanciando un appello proprio all'opposizione sovranista. Per prima cosa Di Maio ha puntato il dito contro il colosso dell'acciaio. "Arcelor Mittal è una multinazionale estera che ha firmato un contratto con lo Stato impegnandosi ad assumere 10.500 lavoratori. Era un contratto discutibile, che la favoriva eccessivamente e che io definii il “delitto perfetto”. Un contratto che provai a revocare nel 2018 e che migliorai, obbligando Arcelor Mittal ad assumere tutti e 10.500 e non solo 8000 come voleva fare all’inizio. Ora di quei 10.500 ne vogliono licenziare 5000, e altri 1395 sono già in cassa integrazione. E non perché sia venuto a mancare lo scudo penale ma semplicemente perché hanno sbagliato i conti e non sono riusciti ad attuare il piano industriale che loro stessi hanno proposto e con cui hanno vinto la gara pubblica. Mi implorarono di dargli lo stabilimento dicendomi che sarebbero arrivati a 8 milioni di tonnellate. Poi invece hanno scoperto di non riuscire a produrne neanche 4 milioni. Le multinazionali sbagliano i conti e pure tanto. Ma allo Stato interessano gli impegni".

Quindi Di Maio ha chiamato in causa il principio di sovranità dello Stato: "La prima cosa che voglio dirvi è che in questi giorni si sta consumando una battaglia per la sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni. Per questo sostengo l’appello all’unità lanciato oggi dal ministro Patuanelli. Tutte le forze politiche di Governo supportino l’azione del Presidente Conte, che già ieri ha smascherato il primo bluff, portando Mittal ad ammettere che avrebbero licenziato comunque 5000 dipendenti, anche con la reintroduzione del cosiddetto scudo penale. Mi rivolgo, come ha fatto Patuanelli, anche alle opposizioni ed in particolare a chi si definisce sovranista, perché proprio la loro posizione è controversa".

E si pone la domanda: come ha reagito la Lega alle minacce di Arcelor Mittal? Secondo Di Maio, la posizione di Matteo Salvini per cui bisogna reintrodurre subito l'immunità è una "resa dei conti senza condizioni". E ancora: "Tra un po’ gli portano anche la scorzetta di limone. Senza contare che la multinazionale ha già detto che lo scudo non c’entra e che comunque loro lasceranno per strada 5mila persone. Siamo arrivati al paradosso che la multinazionale fa leva sui sovranisti per piegare la volontà dello Stato. In questi giorni ci sarà da far rispettare la sovranità dello Stato. E non lo potranno fare i camerieri delle multinazionali travestiti da sovranisti. Dovranno farlo le persone di buon senso. Unite e tutte dalla stessa parte, quella della città di Taranto, dei suoi cittadini e dei suoi lavoratori".