In Germania la pensione comincia a sei anni: come funziona la nuova misura sulla previdenza per l’infanzia
Nel panorama europeo delle riforme previdenziali, la Germania sta sperimentando un approccio del tutto inedito per affrontare l'invecchiamento della popolazione e la sostenibilità dei conti pubblici. Invece di intervenire unicamente sull'età pensionabile o sulle aliquote contributive dei lavoratori, il governo tedesco ha scelto di anticipare la costruzione della pensione fin dai banchi della scuola primaria. Il disegno di legge sulla cosiddetta Frühstartrente, ovvero la pensione a partenza anticipata, mira a creare un fondo d'investimento individuale per ogni bambino, ponendo le basi per un secondo pilastro previdenziale privato che possa crescere ed espandersi nell'arco di decenni.
Come funziona il fondo statale per i bambini
Il meccanismo proposto dall'esecutivo tedesco si basa su contributi costanti e automatici erogati direttamente dallo Stato. A partire dal compimento dei sei anni e fino ai diciotto anni d'età, ogni ragazzo riceverà un versamento pubblico pari a 10 euro al mese. Nel corso dei dodici anni di erogazione, il contributo statale complessivo ammonterà a 1.440 euro per ciascun beneficiario. Se la legge otterrà l'approvazione definitiva del Parlamento, la misura prenderà il via nel 2027 con un'efficacia retroattiva a inizio 2026 per la coorte di nati nel 2020. I genitori non avranno l'obbligo di attivare immediatamente un conto privato, poiché il sistema prevede una gestione collettiva delle somme tramite la banca centrale tedesca per garantire la copertura automatica a tutti i minori.
La forza della capitalizzazione composta e il ruolo dei mercati
Sebbene l'importo mensile erogato dallo Stato possa sembrare contenuto, l'elemento chiave dell'operazione risiede nel fattore tempo e nello sfruttamento del mercato finanziario. Le risorse accantonate non rimarranno giacenti su un conto corrente tradizionale, ma verranno investite nei mercati dei capitali con un vincolo di indisponibilità fino al compimento dei 65 anni di età. Inoltre, per tutta la durata dell'investimento, i rendimenti accumulati saranno esenti da tassazione.
Sfruttando l'effetto della capitalizzazione composta, dove i rendimenti generano a loro volta nuovi interessi anno dopo anno, le proiezioni del ministero delle Finanze stimano che quei soli 1.440 euro statali potrebbero trasformarsi in un capitale di circa 53mila euro al momento del pensionamento. Qualora le famiglie decidessero di integrare il fondo con ulteriori 10 euro al mese, il patrimonio finale stimato potrebbe sfiorare i 107mila euro. Trattandosi di investimenti finanziari, le cifre rappresentano simulazioni di calcolo basate sugli andamenti storici dei mercati e non rendimenti garantiti.
Un'iniziativa contro le disuguaglianze per cambiare la cultura del risparmio
Oltre agli aspetti puramente contabili, l'intervento si prefigge un importante obiettivo di inclusione sociale e di educazione finanziaria. Fino a oggi, la possibilità di avviare un piano di accumulo per i propri figli è rimasta prerogativa delle famiglie con maggiore disponibilità economica e con una spiccata familiarità verso gli strumenti finanziari. Garantendo una dotazione di partenza a ciascun bambino indipendentemente dall'estrazione sociale, lo Stato intende livellare le opportunità di partenza e familiarizzare i cittadini con i mercati azionari, storicamente visti con molta prudenza dalla popolazione tedesca.
I limiti della riforma e la lezione per l'Europa
Questa misura non è destinata a risolvere da sola le fragilità strutturali del sistema pensionistico pubblico, poiché un contributo di dieci euro al mese non può compensare gli squilibri demografici legati alla denatalità. Tuttavia, la scelta di Berlino evidenzia come il fattore determinante nella creazione di una ricchezza di lungo periodo non sia tanto la quantità di denaro investita all'inizio, quanto la tempestività con cui si comincia ad accantonare. Il modello tedesco sposta così una parte della tutela previdenziale dalla spesa pubblica diretta al rendimento dei mercati finanziari, offrendo uno spunto di riflessione per l'intera Unione Europea.