Alla fine è andata peggio delle più nefaste previsioni. Dal Consiglio Europeo esce un piano mediocre, insufficiente e forse anche pericoloso. Perché sposa in pieno gli aspetti più controversi e confusi dell'agenda Juncker e non affronta con serietà la questione della distribuzione dei richiedenti asilo negli altri Paesi dell'Unione Europea. Ed è, come in molti hanno sottolineato, una sconfitta dell'idea di Europa, un rovescio culturale e politico insieme.

Lo scrivevamo qualche giorno fa: la questione delle quote è marginale, riguarda un numero molto esiguo di persone, ma sarà fondamentale per capire che cosa l'Europa sta diventando e cosa non è mai stata. E la risposta che abbiamo avuto è chiara: questa non è l'Europa della solidarietà, dell'accoglienza, del mutuo soccorso. Questa non è una comunità. Direte, "bella scoperta", e magari avrete anche ragione.

Così dopo settimane, mesi, a parlare del nulla (perché la questione quote è il nulla), il Consiglio Europeo ha approvato il nulla: una mancetta sulle quote, la prima fase della fantomatica operazione contro gli scafisti (lo ripetiamo, senza la risoluzione Onu questa cosa è il nulla assoluto), il potenziamento di Triton e Poseidon (che ci costano quasi come Mare Nostrum, ma hanno regole d'ingaggio insufficienti), qualche spicciolo per l'accoglienza. Insomma, l'agenda Juncker "depurata" dell'unica parte che aveva senso: un meccanismo di redistribuzione "automatico e obbligatorio" delle quote, la raccomandazione verso un sistema che sia in grado di fronteggiare in maniera automatica eventuali crisi.

Possiamo pure girarci intorno, ma la realtà è questa: a noi non serviva un'elemosina, non serviva che l'Europa si facesse carico di 24mila migranti in 2 anni, non servivano i fondi per Triton e Poseidon. Ed è la sola cosa che rimproveriamo a Renzi: non essere andato fino in fondo, non aver mandato tutti a quel paese, aver presentato la questione quote come la panacea di tutti i mali e ritrovarsi ora a parlare di "primo passo anche se si poteva fare di meglio". Non aver messo la faccia sulla necessità di fare da soli, dicendo agli italiani che no, questa non è un'emergenza, e che sì, siamo in grado di fare da soli (che poi lo sappiamo, la questione è complessa e il sistema "italiano" si basa anche su un meccanismo di elusione che di fatto pesa sugli altri Paesi Europei).

Magari dicendo no agli hotspot, i maxi-Cie con bandiera europea, i campi profughi che ci faranno mettere su in Sicilia e Calabria, nell'illusione di "velocizzare" identificazione e richieste di asilo e (nella grandissima illusione) di riuscire a mettere in campo il meccanismo dei rimpatri dei migranti economici (che poi una parola su questi disperati potremmo anche spenderla eh…).