Il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo l’episodio della citofonata ai “presunti spacciatori” a Bologna si è reso protagonista di un’altra messa alla gogna in diretta social. Preso di mira, ancora una volta su indicazione dei residenti, è stato stavolta un negozio di Modena. “Qua dentro si spaccia droga”, ha detto Salvini chiedendo alla polizia “di fare un controllo in questo negozio”, dopo le indicazioni ricevute da alcuni residenti che indicano quel posto come un luogo di spaccio. Il leader leghista ha anche evidenziato quale fosse il negozio, riportando via e numero civico e mostrando la saracinesca abbassata. E non solo, perché ha anche messo sotto accusa anche questa volta i presunti spacciatori, evidenziando – sempre su indicazione dei residenti – che sarebbero nigeriani.

Il problema, però, è che Salvini ha deciso di mettere alla gogna i gestori di questo esercizio commerciale senza fare alcuna verifica. E assicurando che fossero nigeriani. Peccato solamente che, come riportato da Giornalettismo, il negozio appartenga in realtà a dei commercianti italiani. Che, peraltro, non si trovano solitamente all’interno del locale in quanto si tratta di un esercizio con distributori automatici sempre aperto.

Il negozio appartiene a italiani e non a nigeriani

L’accusa di Salvini nei confronti di alcuni presunti gestori del negozio nigeriani è quindi quanto meno campata in aria. Quell’esercizio è solitamente aperto h24 e al suo interno ha soprattutto distributori automatici. Il che vuol dire che al suo interno non ci sono né gestori né sorveglianza. E già questo fa venire qualche dubbio sull’accusa dei residenti. D’altronde nel video nessuno spiega che a spacciare, se effettivamente questo accadesse in quel negozio, potrebbero essere dei semplici avventori che nulla hanno a che vedere con i proprietari, che sul posto neanche devono essere presenti.

I proprietari si rivolgono a un legale

Il danno, però, ormai è fatto. Tanto più che il negozio è stato messo alla gogna in una fase particolarmente delicata: sempre Giornalettismo riporta che i proprietari si trovano in una fase di compravendita. Che di sicuro, considerata la cattiva pubblicità resa dalla diretta video di Salvini, sarà ancora più complicata, con il rischio di influenzare negativamente eventuali acquirenti. Il timore di un danno per i proprietari è quindi concreto. Soprattutto in questa fase di compravendita. Motivo per cui i proprietari dell’esercizio modenese hanno deciso di rivolgersi a un legale.