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Il ministro Crosetto è stato sentito dal procuratore di Roma per le frasi sulle toghe

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato sentito dal procuratore capo di Roma come persona informata dei fatti in merito alle sue dichiarazioni di alcune settimane fa sulla magistratura. Crosetto ha parlato di un “incontro cordiale”.
A cura di Annalisa Girardi
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"Un incontro cordiale e istituzionale". È questa la definizione che dà il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al colloquio avuto ieri con il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, sulle sue dichiarazioni in merito alla magistratura. Ci sarebbe quindi un fascicolo aperto, pur senza indagati né ipotesi di reato, per cui Crosetto è stato sentito come persona informata dei fatti. "Ieri ho avuto un incontro con il procuratore capo di Roma. Un incontro cordiale ed istituzionale nel quale abbiamo parlato del tema da me sollevato nell'intervista al Corriere della Sera", ha spiegato in una nota il ministro.

In particolare, al quotidiano, Crosetto aveva parlato di una presunta opposizione giudiziaria al governo Meloni. Rispondendo nel merito a un'interpellanza alla Camera sulle sue parole, poi, il ministro aveva detto che il suo discorso fosse stato mistificato e di non aver mai attaccato le toghe. Precisazioni che però non avevano placato le polemiche da parte dell'opposizione, che accusava il titolare della Difesa di minacciare e delegittimare la magistratura.

Crosetto sarebbe rimasto a colloquio con il procuratore capo romano per circa un'ora e mezza. "Oggi quasi tutti i quotidiani danno dell'incontro una rappresentazione corretta. ‘Il Giornale‘ invece inventa di sana pianta un titolo gravemente diffamatorio, totalmente falso costruito evidentemente con il solo intento di infangare. Un atto gravissimo per il quale ho dato immediatamente mandato di denunciare in ogni sede possibile", ha proseguito il ministro nella nota diffusa in mattinata.

Per poi spiegare. "La cosa più grave è che non si può trattare di un errore perché a tutti è stato chiaro che si trattava di un colloquio per chiarire i concetti da me espressi anche nelle sedi istituzionali. Il titolo e l'articolo del ‘Giornale' rivelano invece la chiara volontà di mistificare la realtà e trasmettere un messaggio, lo ripeto, tanto diffamatorio quanto falso, inaccettabile. Non posso ora esimermi dal capirne la ratio e soprattutto i mandanti".

Il titolo in questione recitava "Inchiesta su Crosetto". Interpellato dall'Adnkronos, il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti ha commentato: "Mi sembra che il ministro sia molto nervoso e quando uno è nervoso perde la lucidità. L'articolo che abbiamo pubblicato è perfetto; il titolo è una sintesi come tutti i titoli lo sono, l'inchiesta è sulle parole di Crosetto, non su Crosetto".

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