Il governo italiano si impegni a sostenere la sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid nelle sedi opportune, così da consentire un aumento della produzione e della distribuzione. È quello che chiede una risoluzione presentata a Montecitorio dai parlamentari Nicola Fratoianni, Doriana Sarli, Guia Termini ed Erasmo Palazzotto, in cui si sottolinea come il vaccino debba essere un bene comune. "Impegnare il governo italiano a farsi promotore nelle sedi opportune per rivalutare e sostenere la deroga temporanea prevista al TRIPS così come proposto dai governi di India e Sudafrica e consentire in questo modo un’efficiente pluralizzazione della produzione e distribuzione vaccinale", si legge nella risoluzione.

Non solo: si chiede al governo di pubblicare i contratti stretti con le case farmaceutiche e di "farsi promotore presso le sedi della Ue affinchè tali contratti vengano rivisti nella parte delle sanzioni in caso di inadempienza nonché nella distribuzione dei rischi da eventi avversi che oggi ricadono in capo agli Stati membri".

Il governo ha respinto la richiesta

Il governo, però, ha respinto la risoluzione. Lo ha annunciato lo stesso Fratoianni sui suoi canali social: "Il governo Draghi ha detto no alla nostra risoluzione sul vaccino bene comune. La maggioranza che lo sostiene dovrebbe scegliere fra la tutela del profitto delle Big Pharma e la tutela della salute dei cittadini, di tutti e di tutte", ha scritto.

Cosa chiedeva la risoluzione

Nella richiesta, inoltre, si sottolinea che l'Unione europea ha investito ben due miliardi di euro sulla ricerca per i vaccini. Ragione aggiuntiva per cui il vaccino anti-Covid debba essere considerato un bene comune e debbano essere sospesi i brevetti per poterne aumentare la produzione e distribuzione. "La corsa ai profitti non può rallentare la vaccinazione delle persone e la tutela della salute dei cittadini", ha scritto sui social Nicola Fratoianni, firmatario della proposta.

E ancora, puntando il dito contro l'andamento della campagna vaccinale: "Rispetto a Regno Unito e Stati Uniti le approvazioni, per i contratti e gli approvvigionamenti in Ue c'è stato un ritardo medio di un mese circa. Questo ha portato a una situazione attuale che vede il 35% della popolazione vaccinata in UK, il 27% in Usa mentre tra gli Stati membri della Ue si è arrivati al 9%".