Nuova promessa elettorale del centrodestra, questa volta relativa ai diritti civili. Nell'ambito di un convegno organizzato da Alleanza Cattolica e dal Comitato "difendiamo i nostri figli", la parlamentare di Idea – Noi con l'Italia e candidata nella coalizione di centrodestra, Eugenia Roccella, ha promesso alla platea che una volta al governo procederà ad abolire o a modificare la legge sulle unioni civili. "L’impegno che prendo dinanzi alla platea del Comitato difendiamo i nostri figli è abolire, o cambiare radicalmente, le leggi contro la famiglia fatte dal centro sinistra nella passata legislatura, approvate grazie a forzature parlamentari come i canguri e le fiducie", ha dichiarato Roccella durante il convegno "Oltre l'inverno demografico" organizzato da Alleanza Cattolica e al quale hanno partecipato gli esponenti di centrodestra Maurizio Gasparri, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Stefano Parisi.

Come riporta il sito Gay Burg, la parlamentare di Idea ha inoltre aggiunto: "È necessario intervenire sulle ferite che hanno colpito la famiglia, quindi sul provvedimento relativo alle unioni civili dicendo con chiarezza, per esempio, che questa legge apre di fatto alla stepchild adoption. Per la sinistra leggi come questa portano verso il preteso progresso; per noi, vanno verso la fine dell’umano". Insomma, nell'ambito del convegno è stato apertamente dichiarato che tra gli obiettivi degli alleati di centrodestra ci sarà anche l'abolizione della legge Cirinnà e al momento sembra che gli alleati Salvini, Meloni e Berlusconi non abbiano affatto smentito questa ipotesi.

"Sul piano dei provvedimenti per la famiglia si può essere molto creativi, si può prendere spunto da altri Paesi, ma bisogna riconoscere che il problema del crollo demografico riguarda tutta l’Europa. Sotto l’Italia c’è anche la ricca Germania, dove c’è occupazione, un buon welfare, l’accompagnamento alla genitorialità. Il fatto che sia persino dopo di noi sul piano demografico conferma semplicemente che i provvedimenti normativi sono sì importanti, ma il vero problema a monte della denatalità è di tipo culturale. Gli italiani hanno fatto figli sotto le bombe delle guerre mondiali, in situazioni di estrema povertà. Oggi non si mettono al mondo bambini non solo perché non c’è un welfare adeguato ma perché è cambiata la cultura. Questo è il fronte su cui dobbiamo combattere, demolendo l’idea che essere a favore della vita e della famiglia è qualcosa di sorpassato, che chi lo fa è un reazionario, con gli occhi rivolti al passato, che non ha capito dove va il mondo. La corsa verso quello che ci propongono come preteso progresso è in verità una corsa verso il baratro. La politica deve invece dimostrare che si può tornare indietro. È fondamentale capire e far capire che seguendo questa strada non andiamo verso le meravigliose sorti progressive di un’Europa che si sviluppa e diventa più ricca, ma verso una società che distrugge la solidarietà e la tenuta sociale, che in nome della qualità di vita propone percorsi di morte. Noi vogliamo smontare il castello di carte costruito dalle cattive leggi promosse nella passata legislatura e ci assumiamo l’impegno a trasmettere con la forza della nostra testimonianza, visto che prima che politici siamo tutti membri di una comunità umana, la convinzione che il progresso verso cui stiamo andando è la commercializzazione dell’umano e la definitiva disgregazione tra le persone a discapito della vera fratellanza", ha concluso Roccella.