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backstair / Follow the money
3 Maggio 2021
15:27

Il caso Durigon arriva in Parlamento: ecco la mozione che chiede le dimissioni del sottosegretario

Dopo l’inchiesta Fanpage.it su Claudio Durigon, il gruppo degli ex M5S di “Alternativa C’è” presenta una mozione alla Camera, per chiedere le dimissioni del sottosegretario leghista all’Economia. È il primo atto parlamentare per chiedere chiarezza al governo, dopo le notizie sollevate dal nostro lavoro. Nei prossimi giorni, altri gruppi politici potrebbero unirsi alla richiesta di dimissioni di Durigon.
A cura di Marco Billeci
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Immagine Follow the money: inchiesta sul caso Durigon

Il caso Durigon, sollevato da Fanpage.it, approda in Parlamento. Nelle prossime ore il deputato Andrea Colletti del gruppo "Alternativa C'è" (composto in buona parte da parlamentari ex M5S) depositerà una mozione per chiedere le dimissioni del sottosegretario all'Economia del governo Draghi, dopo le notizie relative all'ascesa del politico leghista svelate dalla nostra inchiesta, "Follow the Money".

Già nei giorni scorsi, le rivelazioni di Fanpage.it su Durigon avevano sollevato molte reazioni nel mondo politico, con Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Azione di Carlo Calenda tra gli altri a chiedere un passo indietro del sottosegretario. Ora arriva il primo atto formale, per portare la discussione nelle aule parlamentari. Nella mozione si ripercorrono i punti salienti dell'inchiesta giornalistica. Si ricordano i rapporti opachi tra la Lega e il sindacato Ugl, di cui Durigon era vicesegretario prima di scendere in politica. Si sottolineano le contestazioni sull'effettiva consistenza degli iscritti alla confederazione sindacale. Si ripercorrono le relazioni del sottosegretario con ambienti contigui alla malavita nella provincia di Latina.

Nel testo, sono poi citati due passaggi delle parole di Durigon registrate da Fanpage.it durante una cena. Il primo è la promessa di nomine pubbliche nella Regione Puglia (in caso di vittoria elettorale, poi non avvenuta), per placare le contestazioni di ex compagni del sindacato. Il secondo è quello che ha fatto più scalpore a livello mediatico, ovvero la frase "Quello che indaga della Guardia di Finanza…il generale…lo abbiamo messo noi". Il riferimento di Durigon all'inchiesta della procura di Milano a carico tre commercialisti vicini al partito di Salvini, sul caso della Lombardia Film Commission e del presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni, oggetto di truffa sui rimborsi elettorali alla Lega.

Gli episodi dell’inchiesta

Secondo Colletti, "le esternazioni dell’onorevole Durigon riguardo a un millantato “controllo” delle indagini e dei processi portati avanti dalla Guardia di Finanza rispetto al suo partito, la Lega, gettano un’ombra sull’imparzialità e incorruttibilità di tale corpo dello Stato". Il deputato ricorda poi che  "lo stesso onorevole Durigon è Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, cui la Guardia di Finanza afferisce". Questa circostanza, continua Colletti, "aggrava l’ombra gettata e, pure nell’eventualità di un millantato credito, danneggia fortemente l’immagine dell’intero Ministero agli occhi della cittadinanza".

Per questi motivi, la mozione di Colletti "impegna il Governo ad invitare l'onorevole Claudio Durigon a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze". Per arrivare a essere votato in aula, il testo avrà bisogno dell'appoggio anche di altri partiti, visto che "Alternativa C'è" in parlamento non ha un gruppo autonomo e dunque non può da sola chiedere di calendarizzare un provvedimento.  Nel frattempo, però, la truppa degli ex M5S si prepara anche a chiedere conto della vicenda al ministro dell'Economia Franco, quando sarà chiamato a rispondere al Question Time in Parlamento.

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