Sono sempre di più le richieste di dimissioni per il sottosegretario all'Economia, il leghista Claudio Durigon, al centro dell'ultima inchiesta di Fanpage.it. "Le parole di Durigon sono incompatibili con il ruolo che oggi ricopre", scrive il M5S in un post su Facebook, chiedendo le dimissioni del sottosegretario del Carroccio. Sottolineando: "Se fosse vero quanto dice Durigon, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo. Ci troveremmo di fronte a un esponente del governo che getta un’ombra sulla nostra Guardia di Finanza, che fa capo proprio al Mef. Ma anche se quelle parole non rispondessero al vero, come vogliamo credere, il fatto non sarebbe meno grave".

Il senatore del Movimento Cinque Stelle Danilo Toninelli, invece, non solo ha chiesto le dimissioni di Durigon, ma anche quelle di Matteo Salvini, spingendolo a fare al più presto chiarezza sui rapporti poco chiari, ricostruiti dalla nostra inchiesta, tra il suo partito e l'UGL e che vedrebbero in Durigon il collegamento centrale. Il leader della Lega ha replicato in prima persona, affermando che Durigon non solo non si deve dimettere, ma accusando i Cinque Stelle di fare tanto rumore sul caso solo per "coprire i problemi in casa Grillo", facendo riferimento alle vicende giudiziarie che coinvolgono il figlio del fondatore del Movimento. Salvini ha anche detto che le dichiarazioni di Durigon sono false, "visto come vanno i processi, le confische, i sequestri, le condanne che subisce la Lega e che subisco io". E ancora: "Non mi sembra che ci sia nulla di condizionato, anzi".

A chiedere che Durigon faccia un passo indietro, però, non è solo il Movimento Cinque Stelle. Anche il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha definito "incredibile" quanto emerso dall'inchiesta di Fanpage.it, annunciando che presenterà un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarezza direttamente al presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha nominato Durigon sottosegretario al Mef. E anche il leader di Azione, Carlo Calenda, è intervenuto sulla questione: "Durigon deve dimettersi e se non lo fa, va cacciato dal governo perché quello che è successo è un fatto gravissimo", ha detto.

Ieri fonti dell'ala sinistra di governo avevano raccontato di "un forte imbarazzo e malessere" da parte del Partito democratico, M5s e Liberi e Uguali, sperando che fosse lo stesso Durigon a decidere di fare un passo indietro. In caso contrario, però, si sarebbe valutata l'ipotesi di chiedere direttamente a Draghi di revocare la nomina di sottosegretario. Da parte del Partito democratico, in questo momento alleato della Lega al governo, non sono arrivate reazioni particolari sulle rivelazioni della nostra inchiesta. "Ma sinceramente Durigon come fa a rimanere lì? Possiamo far finta di niente? Non credo, che vergogna", ha commentato Pierfrancesco Majorino, eurodeputato dem. Ma dai big del partito le reazioni si stanno facendo attendere.

Anche dal mondo sindacale, intanto, sono arrivati i commenti: "Non sono per i processi mediatici né per le dimissioni senza reati comprovati. Credo e spero che Durigon sia consapevole che anche solo pronunciare quelle parole non è compatibile con un ruolo di rappresentanza", ha commentato Marco Bentivogli, ex segretario generale della FIM-CISL.

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