Il caso del vertice europeo sui Balcani saltato da Meloni: era alla presentazione di un francobollo

È diventata un caso la decisione della presidente del Consiglio di disertare il vertice tra Unione europea e Paesi dei Balcani che si è svolto giovedì e venerdì (4 e 5 giugno) a Tivat, in Montenegro. La polemica è montata soprattutto perché l'assenza è stata annunciata all'ultimo, ufficialmente per un ritardo imprevisto nell'impegno precedente: una cerimonia per il 212esimo anniversario dei Carabinieri a Reggio Calabria. Lì, la presidente del Consiglio ha anche preso parte alla presentazione di un francobollo celebrativo. Immediati gli attacchi delle opposizioni, che hanno accusato la premier di aver volutamente saltato l'incontro europeo per motivi politici.
Il vertice Ue sui Paesi balcanici e l'Ucraina
Che il vertice non fosse proprio una priorità per il governo era parso piuttosto evidente già prima, in realtà. Tutti i leader europei partecipanti – il francese Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz, lo spagnolo Pedro Sanchez, ma anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa – erano arrivati già nella serata di giovedì.
L'arrivo di Meloni invece era annunciato alle 15 di venerdì, appena mezz'ora prima della chiusura ufficiale del summit. Giusto in tempo per partecipare all'ultima parte dei lavori e poi prendere parte alle foto di rito.
I temi sul tavolo, tuttavia, erano potenzialmente interessanti per l'Italia. Si è parlato non solo dell'adesione dei Paesi balcanici all'Unione europea, questione su cui il governo italiano ha pressato più volte (il Montenegro dovrebbe entrare nel 2028 e l'Albania entro il 2030), ma anche dell'Ucraina. Proprio in quelle ore, Volodymyr Zelensky inviava a Vladimir Putin una richiesta di faccia a faccia poi respinta. Peraltro, nelle scorse settimane il cancelliere tedesco ha riproposto con insistenza il tema dell'ingresso di Kiev in Ue – e anche qui l'Italia ha ricordato che i Paesi dei Balcani dovrebbero avere la precedenza.
L'appuntamento a Reggio Calabria, il ritardo e il "rammarico" per l'assenza
Le polemiche però sono sorte quando la premier italiana ha annunciato che non avrebbe partecipato affatto. La comunicazione di Palazzo Chigi è arrivata attorno alle ore 14 di venerdì: per il "protrarsi della cerimonia" per il 212esimo anniversario della fondazione dei Carabinieri in corso a Reggio Calabria, e con "rammarico" per "l'impossibilità di raggiungere in tempo la riunione", Meloni ha saltato l'incontro. Secondo quanto fatto sapere dal governo, prima di diffondere la nota la premier avrebbe avvisato personalmente il presidente del Montenegro Jakov Milatović e il presidente del Consiglio europeo Costa.
Il problema sarebbe nato perché Meloni è arrivata in ritardo a Reggio Calabria (alle 11.40, invece che alle 11 come previsto), e questo ha fatto slittare l'orario della cerimonia. Ha sollevato qualche perplessità il fatto che la presidente del Consiglio, aggiungendo un impegno che non era previsto in agenda, abbia deciso anche di spostarsi poi in Prefettura a Reggio e partecipare alla presentazione di un francobollo celebrativo dell'Arma.
La spiegazione data dal governo è che l'agenda di Meloni fosse troppo fitta e che l'assenza in Montenegro sia stata il frutto di un semplice errore nel calcolo dei tempi. La cerimonia del francobollo sarebbe stata aggiunta solo quando, ormai, era impossibile giungere a Tivat in tempo per il vertice.

Le tensioni di Meloni con Francia e Germania
Diversi osservatori hanno sollevato il dubbio che in realtà Meloni abbia deciso di non partecipare per motivi politici. Inserendo il vertice in modo così limitato in agenda (arrivando alle 15 per un summit che si conclude alle 15.30), era prevedibile che un qualunque imprevisto avrebbe potuto farlo saltare.
Secondo queste ricostruzioni, alla base della valutazione ci sarebbero le distanze con Francia e Germania sul tema dell'Ucraina. Merz e Macron, insieme a Keir Starmer, si stanno coordinando con Zelensky, che incontreranno domani a Londra. Un summit che non sarebbe visto di buon occhio a Palazzo Chigi – che d'altra parte anche sulla coalizione dei ‘volenterosi' ha mantenuto un atteggiamento ambiguo, prima tenendosene alla larga, poi partecipando quando i rapporti con Donald Trump si erano raffreddati.
Peraltro, in queste settimane c'è anche un altro tavolo su cui la rivalità potrebbe pesare, e riguarda proprio i Balcani. Bisogna scegliere il nuovo Alto rappresentante Ue per la Bosnia, che sostituirà il tedesco Christian Schmidt. L'Italia ha un suo candidato: l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, che ha anche l'appoggio di Turchia, Giappone e soprattutto Stati Uniti. La Francia invece ha fatto il nome di Renè Troccaz, suo attuale inviato speciale per i Balcani. E a sostenerlo sono soprattutto Germania e Regno Unito.
Il governo comunque ha smentito qualunque dietrologia politica o tattica dietro l'assenza di Meloni in Montenegro. Stando alle dichiarazioni ufficiose di Palazzo Chigi, si sarebbe trattato di un semplice inconveniente.
L'attacco delle opposizioni, Conte: "Guidava Salvini l'aereo?", Renzi: "Meloni fa l'offesa"
Qualunque sia stato il motivo, le opposizioni non hanno tardato ad attaccare Giorgia Meloni per aver disertato il vertice. Giuseppe Conte è stato tra i primi: "Io non finisco di sorprendermi. Meloni ha cercato di accettare tutte le richieste di Trump ed è stata mollata da Trump. Poi si è associata alla scommessa militare sulla vittoria militare dell'Europa e della Nato sulla Russia e ieri hanno fatto il vertice Germania, Regno Unito e Francia e non l'hanno invitata. Adesso l'ultima è che non è riuscita a prendere l'aereo e a raggiungere un vertice Ue-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l'aereo lo guidava Salvini?".
"La realtà è che è arrabbiata perché Merz, Starmer e Macron viaggiano da soli, non la considerano e lei fa l'offesa. Però se vuoi fare la presidente del Consiglio non fai l'offesa perché questi sono comportamenti tardo-adolescenziali che fanno male all'Italia", ha dichiarato Matteo Renzi.
Dal Pd, il capogruppo in commissione Affari europei alla Camera Piero De Luca ha rincarato: "Disguido di agenda ed incidente diplomatico o fuga dal vertice, come precisa scelta politica? Il sospetto è fondato. Presentarsi a un tavolo dove si discute di sostegno all'Ucraina, di ingresso nell'Ue, di un fronte comune con Parigi e Berlino, significava dover scegliere e scegliere, per questa maggioranza, è pericoloso". Riccardo Magi di +Europa ha parlato di "scuse grottesche", Angelo Bonelli di Avs ha detto che la politica estera di Meloni sembra essersi trasformata in "Europa ho perso l'aereo", Daniela Ruffino di Azione (il partito dell'opposizione che pure si è dimostrato più aperto nei confronti di Meloni" ha attaccato il "comportamento che danneggia la reputazione dell'Italia e indebolisce il nostro ruolo nelle grandi decisioni che bussano alle porte".