I timori della Cina per lo Stretto di Hormuz chiuso: “Una guerra prolungata non conviene a nessuno”

A cura di Annalisa Cangemi e Davide Falcioni
Dallo scorso 28 febbraio si è aperto un nuovo fronte di guerra in Medio Oriente, iniziato con i raid americani e israeliani in Iran. La Cina continua a chiedere la cessazione delle ostilità, sostenendo che un'escalation nella regione potrebbe incidere negativamente sullo sviluppo economico globale e in particolare sugli approvvigionamenti energetici. Lo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo che l'Iran vuole mantenere chiuso per impedire il passaggio dei flussi di greggio ed esercitare una pressione sui suoi nemici, è cruciale per i mercati internazionali: prima dello scoppio del conflitto passava da lì circa il 20% della produzione mondiale di petrolio. Ma è cruciale anche per la Cina, visto che il 52% del petrolio che importa proviene dal Golfo Persico.
Come ha osservato il New York Times, citando i dati doganali diffusi dalla Cina, nei mesi scorsi Pechino, fiutando la situazione di forte instabilità e ipotizzando un aumento delle tensioni nell'area, aveva aumentato gli acquisti di petrolio del 15,8% rispetto a un anno fa, con l'obiettivo di accumulare scorte strategiche. La Cina è arrivata a importare circa 12 milioni di barili al giorno. Oltre a importare greggio da Arabia Saudita e Russia, in media nel 2025, il Dragone ha importato quasi 1,5 milioni di barili al giorno dall'Iran. Il petrolio iraniano rappresenta rappresenta circa il 13% del totale delle importazioni cinesi via mare. Per questo anche l'Incaricato d’Affari ad interim dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Xiaoyong, intervistato da Fanpage.it insiste sulla necessità di mantenere la sicurezza della zona.
La Cina ha chiesto una de-escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno però dichiarato che le operazioni potrebbero continuare per settimane. Dopo la nomina della nuova Guida Suprema in Iran, Mojtaba Khamenei, Trump insiste sulla necessità di intervenire direttamente nella nomina di un nuovo leader iraniano. Come vede la Cina l'attuale situazione in Iran?
Riguardo alla situazione in Iran, la Cina sostiene da sempre la risoluzione delle controversie attraverso mezzi politici e diplomatici. Gli Stati Uniti e Israele, senza mandato del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, hanno lanciato attacchi armati contro l'Iran mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti erano ancora in corso, il che costituisce una chiara violazione del diritto internazionale. Di recente, la Cina ha svolto un intenso lavoro di mediazione. Il Ministro degli Esteri Wang Yi ha avuto colloqui telefonici con i ministri degli esteri di diversi Paesi per avere uno scambio di vedute approfondito sulla situazione regionale. La Cina sottolinea che, per risolvere in modo corretto e adeguato le questioni relative all'Iran e al Medio Oriente, si dovrebbe aderire a principi fondamentali quali il rispetto della sovranità nazionale, il non ricorso della forza, la non ingerenza negli affari interni, la risoluzione politica delle questioni scottanti, il ruolo costruttivo delle grandi potenze e l'utilizzo in buona fede del proprio potere. L'Inviato Speciale del Governo cinese per il Medio Oriente, S.E. Zhai Jun, sta effettuando una diplomazia navetta nella regione mediorientale. La Cina invita ancora una volta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, per evitare una continua escalation della situazione e impedire che le fiamme della guerra si propaghino.
Per quanto riguarda l'elezione del nuovo leader supremo iraniano, questa è una decisione presa dall'Iran in base alla propria Costituzione. Il rispetto della sovranità e la non ingerenza negli affari interni sono norme fondamentali delle relazioni internazionali. La Cina si oppone costantemente all'interferenza negli affari interni di altri Paesi con qualsiasi pretesto.
La Cina è uno dei principali importatori di petrolio greggio iraniano. Nel 2021, Cina e Iran hanno firmato un accordo di cooperazione strategica di 25 anni. Se l'amministrazione Trump dovesse prolungare la guerra, come difenderà la Cina i propri interessi in Iran?
Il prolungamento della guerra e l'escalation del conflitto non sono nell'interesse di nessuna delle parti. La linea rossa della protezione dei civili nei conflitti non deve essere superata, e gli obiettivi non militari come l'energia, l'economia e i mezzi di sussistenza non dovrebbero essere attaccati. Il Ministro degli Esteri Cinese Wang Yi, durante una conversazione telefonica con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha affermato che la Cina apprezza la tradizionale amicizia sino-iraniana, sostiene l'Iran nella difesa della propria sovranità, sicurezza, integrità territoriale e dignità nazionale, e sostiene l'Iran nella tutela dei propri diritti e interessi legittimi. Speriamo che la parte iraniana, nell'attuale situazione molto grave e complessa, salvaguardi la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni cinesi in Iran.
Lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti sono un importante canale internazionale per il commercio merceologico e energetico; mantenere la sicurezza e la stabilità delle rotte marittime e di questa regione è nell'interesse comune della comunità internazionale. La priorità assoluta è che le parti interessate cessino immediatamente le operazioni militari, per evitare che le turbolenze regionali causino un impatto ancora maggiore sullo sviluppo economico globale. La cooperazione tra Cina e Iran è una cooperazione tra due Stati sovrani; i diritti e gli interessi legittimi della Cina in Iran sono protetti dal diritto internazionale e dalle leggi pertinenti.
Si dice che Trump visiterà la Cina alla fine di questo mese. Quali sono le sue aspettative? Quali cambiamenti potrebbero verificarsi nelle relazioni sino-americane?
Quest'anno è un "grande anno" per le relazioni sino-americane e la preparazione dell'agenda degli scambi di massimo livello sta avanzando. Le due parti devono creare una buona atmosfera a tale riguardo, soprattutto, gestire i rischi e contenere le interferenze. La Cina mantiene da sempre un atteggiamento positivo e aperto, e spera che anche gli Stati Uniti le vengano incontro. Sotto la guida strategica dei due Capi di Stato, finché entrambe le parti si tratteranno con sincerità e interagiranno con fiducia, saranno in grado di espandere costantemente i settori di cooperazione, gestire adeguatamente le divergenze e promuovere il raggiungimento di risultati che soddisfino le aspettative dei due popoli e della comunità internazionale.
Le relazioni sino-americane coinvolgono tutte le parti e influenzano il mondo intero. La posizione della Cina verso gli Stati Uniti è coerente: l'obiettivo della Cina quello di impegnarsi per uno sviluppo stabile, sano e sostenibile delle relazioni sino-americane non è cambiato; il principio di gestire le relazioni sino-americane basato sul rispetto reciproco, la coesistenza pacifica e la cooperazione vantaggiosa per tutti non è cambiato; la posizione di difendere fermamente la propria sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo non è cambiata; e il desiderio di portare avanti la tradizionale amicizia tra i popoli di Cina e Stati Uniti non è cambiato. Speriamo che gli Stati Uniti mostrino razionalità e lungimiranza, e lavorino insieme alla Cina per promuovere un progresso stabile e duraturo delle relazioni sino-americane, portando benefici a entrambi i popoli e infondendo più certezza per la stabilità mondiale.
Nel gennaio di quest'anno, gli Stati Uniti hanno catturato Maduro e allo stesso tempo stanno minacciando Cuba e altri Paesi. La Cina ritiene che queste azioni siano un ritorno all'unilateralismo che minaccia l'ordine mondiale multipolare? C'è coordinamento tra la Cina e gli altri partner dei BRICS per far fronte a questa pressione degli Stati Uniti?
Ci sono più di 190 Paesi su questo pianeta. I Paesi, indipendentemente dalle loro dimensioni o dalla loro forza, sono tutti membri uguali della comunità internazionale. Gli affari internazionali non dovrebbero essere dominati da pochi Paesi; un multipolarismo mondiale equo e ordinato è l'aspetto che dovrebbe avere l'assetto internazionale. I grandi Paesi hanno più risorse e maggiori capacità, e dovrebbero quindi mostrare maggiore responsabilità, prendere l'iniziativa nel rispettare le regole, mantenere le promesse e salvaguardare lo stato di diritto.
Il meccanismo dei BRICS, alla cui partecipa la Cina, considera il rigoroso rispetto della Carta delle Nazioni Unite come la prima linea guida d'azione, esplorando e accumulando un'esperienza utile per riformare e migliorare la governance globale. L'anno scorso, il Presidente Xi Jinping ha lanciato l'Iniziativa di Governance Globale, sottolineando cinque concetti chiave: uguaglianza sovrana, stato di diritto internazionale, multilateralismo, centralità della persona e orientamento all'azione. Tale iniziativa sottolinea chiaramente che le Nazioni Unite devono migliorare il proprio sistema di governance attraverso le riforme, per adattarsi ai cambiamenti nella situazione internazionale e nell'equilibrio di potere mondiale del 21° secolo, e in particolare per rafforzare la voce e la rappresentanza dei Paesi del Sud Globale. Il "Gruppo degli Amici della Governance Globale", promosso dalla Cina, è stato istituito in successione presso le sedi delle Nazioni Unite a New York e a Ginevra, e i Paesi del Sud Globale vi hanno aderito con entusiasmo. Migliorare la governance globale è una responsabilità comune della comunità internazionale. Speriamo che l'Italia e altri Paesi europei partecipino e sostengano attivamente l'Iniziativa di Governance Globale, salvaguardino congiuntamente l’autorevolezza delle Nazioni Unite e promuovano lo sviluppo del sistema di governance globale verso una direzione più giusta e ragionevole.
Molti analisti interpretano gli interventi degli Stati Uniti contro Venezuela e Iran come tentativi di indebolire indirettamente gli interessi strategici della Cina all'estero. Come proteggerà meglio la Cina i diritti e gli interessi legittimi dei suoi cittadini e delle sue imprese all'estero?
La Cina persegue una politica estera indipendente e autonoma, aderisce alla via dello sviluppo pacifico e sviluppa relazioni di cooperazione amichevole con tutti i Paesi sulla base dei Cinque Principi della Coesistenza Pacifica, compresi i Paesi dell'America Latina e del Medio Oriente. Indipendentemente da come cambierà la situazione, la Cina continuerà a essere amica e partner dei Paesi dell'America Latina e del Medio Oriente, continuerà a sostenersi reciprocamente sulle questioni che riguardano gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni come la sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale, e sosterrà il reciproco percorso di sviluppo in linea con le rispettive condizioni nazionali. La Cina continuerà a migliorare i meccanismi di protezione consolare all'estero, a rafforzare l'allerta sui rischi e il coordinamento della sicurezza, e a mantenere la comunicazione con i governi dei Paesi ospitanti per salvaguardare, a norma di legge, la sicurezza e i diritti e interessi legittimi dei cittadini e delle imprese cinesi all'estero.
L'Italia è un importante partner commerciale della Cina, oltre a essere un alleato chiave della NATO. Quale ruolo ritiene la Cina che l'Italia dovrebbe svolgere nel mediare questa crisi e nel prevenire che l'economia europea subisca un nuovo shock energetico a causa delle decisioni di Washington?
Nel mondo di oggi, gli interessi di tutti i Paesi sono altamente intrecciati e qualsiasi conflitto regionale può produrre ripercussioni nell’altra parte del mondo. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha recentemente sottolineato al Parlamento Europeo che le relative operazioni militari hanno portato miliardi di euro di perdite ai cittadini europei. Questo dimostra ancora una volta che stabilizzare la situazione in Medio Oriente è nello stesso interesse dell'Europa. La comunità internazionale dovrebbe boicottare qualsiasi comportamento che violi il diritto internazionale e non deve adottare doppi standard. La questione nucleare iraniana dovrà infine tornare sui binari di una risoluzione politica e diplomatica. L'Italia è un membro importante dell'Unione Europea ed è anche un Paese influente nella regione del Mediterraneo. Speriamo che la parte italiana mantenga una posizione obiettiva e giusta, e lavori insieme alla Cina per promuovere de-escalation della situazione, difendendo congiuntamente le norme fondamentali delle relazioni internazionali.