Guai per il ministro Josefa Idem: “Ici non pagata per 4 anni e palestra abusiva”
Guai in vista per il ministro delle pari opportunità, dello sport e delle politiche giovanili Josefa Idem. L'ex campionessa olimpica infatti non avrebbe pagato l'Ici per quattro anni ed avrebbe costruito opere edilizie irregolari in una palestra per il fitness censita come una normale abitazione. A rivelarlo è Il Fatto Quotidiano, che ha potuto consultare i documenti del Comune di Ravenna che dimostrerebbero le irregolarità di Josefa Idea.
Spiega il quotidiano: "Il 4 febbraio 2013 la neo responsabile del dicastero delle Pari opportunità dichiara di abitare in via Carraia Bezzi, nella frazione di Santerno, anche se il marito e la famiglia sono residenti a pochi metri di distanza, in via Argine Destro Lamone. Una doppia residenza che ha un risultato importante: ‘Con riferimento all’Ici risulta che i contribuenti hanno considerato abitazione principale sia il fabbricato di Carraia Bezzi che il fabbricato di Argine Destro Lamone, e conseguentemente non hanno corrisposto l’Ici per gli anni 2008 al 2011, fruendo dell’esenzione prevista per legge'". Il ministro si sarebbe messo in regola con il pagamento dell'Ici solo il 5 giugno di quest'anno.
Ma non è tutto. Dai documenti risulta che la palestra Jajo gym di proprietà dell'olimpionica ha come sede proprio la prima casa della Idem. Non si tratta di un locale ad uso personale, ma ad uso commerciale, e secondo le indagini condotte dal Comune di Ravenna presenta alcune importanti irregolarità: sala attrezzi, taverna soggiorno, studio e servizi igienici con spogliatoio – tutti al serivizio di Jajo gym, – sono censiti catastalmente nell'abitazione. Problematiche, si legge in un “accertamento di illecito” dell’ 11 giugno, sono pure “alcune macchine di condizionamento e canalette vicino alla tettoia” che non sono segnalate. I geometri del Comune dopo un sopralluogo dicono che “non risulta la conformità edilizia e l’agibilità della struttura”. C’è stato un restauro in assenza di Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Fatti imbarazzanti che, come riportano i documenti del Comune, hanno spinto “la proprietà a mettersi in contatto con gli uffici per dichiararsi disponibili a presentare apposita istanza in sanatoria”.