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Coronavirus
15 Luglio 2021
16:20

Green pass, Donzelli (FdI): “Non si possono imporre ancora divieti, così si fa un regalo a No Vax”

In un’intervista a Fanpage.it il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli spiega perché il suo partito è contro il green pass e contro l’allargamento dell’obbligo della certificazione verde: “Con questa politica, che vuole incidere sulle libertà delle persone, stanno facendo un regalo ai No Vax. I migliori sponsor dei No Vax sono proprio il Pd e i ministri che continuano a parlare di limitazioni delle libertà, non noi”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La prossima settimana è prevista una cabina di regia per aggiornare le misure anti Covid, in particolare sull'uso del green pass, per il quale potrebbe essere previsto un uso più ampio. Il certificato verde In Italia al momento è richiesto per le feste di matrimonio, per accedere alle Rsa e per i grandi eventi negli stadi. Si ragiona di allargarlo anche a palestre, teatri, cinema e trasporti, oltre alle discoteche, dove sarà richiesto non appena sarà stabilita una data per la riapertura. Sarà quasi sicuramente rilasciato dopo due dosi, non più dopo la prima somministrazione. A preoccupare è la variante Delta, più contagiosa del 60% rispetto alla Alfa, che spaventa nonostante le 500mila vaccinazioni al giorno. Il punto è che ci sono ancora 2,5 milioni di over 60 non immunizzati, e un terzo degli italiani in età da vaccino non ha ricevuto neanche una dose. Per Fratelli d'Italia però estendere l'uso del green pass ad altri ambiti rischia di far piombare l'Italia in uno scenario da ‘1984' di George Orwell. Il deputato toscano di FdI Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione del partito, ci spiega perché.

Onorevole, sembra che il governo voglia in parte seguire il modello francese, rendendo il green pass obbligatorio anche in altri luoghi pubblici. Perché siete contrari?

Perché mentre si prova a limitare i cittadini nella loro vita quotidiana nell'immediato, e si parla già di chiusure a ottobre, non vediamo un solo passo del governo per mettere in sicurezza le scuole, lavorare sul trasporto pubblico locale, mettere in sicurezza gli anziani offrendo cure domiciliari, lavorare alle vaccinazioni alternative, perché nel frattempo sono calate le vaccinazioni dei bambini per esempio contro il morbillo. Noi crediamo che si debba invece pensare a come mettere gli italiani in condizioni di convivere con il virus, perché la pandemia non è ancora finita.

Ma quali sono le vostre proposte?

Le faccio qualche esempio concreto: se a livello locale mancano gli autobus bisogna fare delle convenzioni con le ditte private, che nel frattempo hanno avuto i mezzi fermi per via della crisi, per riuscire a moltiplicare i trasporti pubblici. Per quando riguarda le scuole, invece del dibattito incentrato sul nodo aperte/chiuse, perché non si mettono dei termoscanner all'ingresso degli istituti, così da far entrare in classe solo i bambini senza febbre, e sollevare i genitori dalla responsabilità di misurare la temperatura ai figli prima delle 8? Perché non cercare in tutte le strutture vuote o ristrutturabili di creare nuovi spazi, per dividere gli alunni in più classi? Perché non assumere nuovi docenti per eliminare la didattica a distanza? Perché non fare con i servizi sociali un investimento serio per permettere agli anziani che non vogliono andare a fare la spesa, mettendo a rischio la propria salute, di ricevere il servizio a casa? Perché non troviamo dei modi alternativi per assistere un anziano che ha bisogno di cure, invece di costringerlo ad andare al Pronto Soccorso, con il rischio di infettarsi? Su questi temi il governo non sta facendo niente, sa solo programmare nuove chiusure. La limitazione della libertà degli italiani deve essere l'ultima istanza, non la prima soluzione per cercare di fermare il virus. È un approccio sbagliato, partono dalla coda invece che dalla testa.

La variante Delta però si riproduce molto più rapidamente, e i vaccini esistenti sono efficaci contro questa mutazione, ma solo dopo la completa vaccinazione. 

A me preoccupa la variante Delta, proprio per questo invito il governo a fare qualcosa di serio, invece di giocare con il green pass, e a occuparsi per esempio della riapertura delle scuole a settembre. Non siamo noi che sottovalutiamo il problema, è il ministro dell'Istruzione Bianchi che non si sta preoccupando abbastanza.

Voi siete d'accordo con la strategia messa in campo da Boris Johnson, che pur ammettendo che ci sarà un aumento dei contagi ha deciso di eliminare in Inghilterra quasi tutte le restrizioni dal prossimo 19 luglio?

No, smettetela di descriverci come la destra irresponsabile, è una fake news. La Merkel sta criticando la scelta di Macron, e sta dicendo che la Germania non seguirà il suo esempio. La Merkel è forse una pericolosa sovranista o è una grande statista, come ci avete raccontato? In quel Paese hanno ben presente quello che è successo con il Comunismo, quando c'era bisogno della tessera per andare a fare la spesa, sanno che le limitazioni della libertà personali sono pericolosissime.

Italia viva dice al contrario che il green pass è uno strumento di libertà, perché serve proprio a evitare di imporre l'obbligo vaccinale per poter raggiungere l'immunità di gregge e proteggere le persone più fragili. 

Se io vado in un museo e faccio una prenotazione online posso saltare la coda, ho un vantaggio. Se si tratta di stabilire che chi ha il vaccino e il green pass ha delle agevolazioni, è un conto. Ma se si dice che senza vaccino non si può entrare in un ristorante è una cosa diversa.

Per il momento sembra comunque che il governo non voglia imporre l'uso della certificazione verde a bar e ristoranti.

Ma se un cittadino senza green pass non può salire sugli autobus siamo all'apartheid. Io sono a favore dei vaccini, ma con questa politica, che vuole incidere sulle libertà delle persone, stanno facendo un regalo ai No Vax, che esistono da quando il governo ha iniziato a parlare di obblighi e restrizioni. I migliori sponsor dei No Vax sono proprio il Pd e i ministri che continuano a parlare di limitazioni delle libertà, non noi, che siamo a favore dei vaccini e della scienza.

Avete parlato di scenario ‘orwelliano' e di ‘distopia cinematografica', ma ci sono professori di diritto costituzionale che dicono che non ci sarebbe alcuna discriminazione, perché il green pass si può ottenere anche dopo la guarigione dal Covid e dopo un tampone negativo nelle 48 ore precedenti. 

Mi sembra un discorso puramente teorico, perché i tamponi sono a pagamento. Se i test Covid diventassero gratuiti ne potremmo riparlare. Ma non si può accettare un governo che pensa a come limitare la vita dei cittadini, prima di pensare a come risolvergliela. Non si può gestire la pandemia solo con i divieti. È un po' come con le discoteche, stanno consentendo di ballare ovunque, ma non si può fare nelle sale da ballo, l'unico posto in cui si potrebbe fare in tranquillità, con protocolli di sicurezza o green pass. Ma è più semplice vietare alle discoteche di riaprire piuttosto che affrontare un problema.

Sulle discoteche avete anche presentato un odg, per chiedere la riapertura dei locali in sicurezza, che è stato respinto. Ci sono distanze tra voi e i vostri alleati?

Gli unici che hanno votato a favore dell'odg sono stati quelli di Fratelli d'Italia. Quando faccio un confronto televisivo sul tema della riapertura delle discoteche tutti i partiti sono d'accordo con noi, poi in Parlamento anche gli amici di Forza Italia e Lega votano contro. Perché è più semplice proibire piuttosto che attivarsi per fare qualcosa. Ma non c'era bisogno di scomodare un uomo della statura politica di Draghi per tenere chiuso tutto.

Matteo Renzi ha proposto un referendum per abrogare il reddito di cittadinanza, un'idea che aveva lanciato Fratelli d'Italia nel gennaio 2019. Italia viva vi sta rubando il lavoro?

Noi ci siamo abituati, tutte le volte che qualcuno sposa le nostre idee siamo felici. Ma c'era anche ieri in Aula un ordine del giorno che prevedeva di rivedere completamente la misura, perché è sbagliata. Ebbene gli unici che hanno votato a favore sono stati i parlamentari di FdI. A parole, nei comunicati stampa, è facile, ma se sei in Parlamento è inutile che lanci referendum per prendere in giro i cittadini, sarebbe bastato votare insieme a noi l'odg.

In Senato è entrato nel vivo l'esame del ddl Zan, l'Aula ha respinto la richiesta di sospensiva, con un voto di scarto. È la dimostrazione che il testo così come è non passa?

Mi auguro ovviamente che non passi, ma mi auguro anche che i partiti che sono contrari al ddl Zan siano presenti in Aula. Ieri per esempio c'erano 7 assenti non giustificati e non in missione tra Forza Italia e Lega. Noi eravamo tutti presenti. Invito tutti i parlamentari contrari alla legge a stare in Aula. Ovviamente la battaglia parlamentare la faremo fino in fondo per provare a fermarlo, facendo interventi nel merito, non troverete mai emendamenti di Fratelli d'Italia presentati per perdere tempo. Ma essere contrari al ddl Zan non vuol dire essere omofobi, come racconta la sinistra. Al contrario noi siamo la destra che ama la libertà e che crede che tutti i cittadini siano liberi di vivere come vogliono, ma anche liberi di dichiararsi contrari all'utero in affitto.

Le proposte di mediazione della Lega e di Italia viva, con l'eliminazione degli articoli 1, 4 e 7, vi sembrano un buon compromesso?

Ci sono emendamenti, presentati da noi e presentati anche da altri partiti, che prevedono di abrogare questi articoli, e su questi voteremo a favore, perché sono sbagliati e pericolosi. Poi vediamo cosa resta del testo, perché a quel punto il ddl dovrà tornare alla Camera. Noi lavoreremo per arrivare a una legge giusta, se sarà un testo di buon senso lo voteremo.

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