Nessuno è indispensabile. Neanche il ministro della Giustizia e capodelegazione del Movimento 5 Stelle al governo, Alfonso Bonafede. Lo dice chiaramente il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri. In un’intervista a La Stampa il viceministro si sofferma sul momento difficile dell’esecutivo e apre alla possibilità di cambiare tutto – anche la casella della Giustizia – per tenere in piedi il governo. “Alla fine di questa settimana, sono convinto che saremo più solidi”, assicura comunque Cancelleri. Che ammette che sulla relazione Bonafede “ci sarà un nuovo voto di fiducia sul governo”.

Proprio il voto sulla relazione Bonafede tiene in bilico la maggioranza. Italia Viva probabilmente voterà no alla fiducia: “Se Renzi voterà contro, sarà lui a chiudere la porta definitivamente, schierandosi con l’opposizione. Adesso abbiamo 48 ore per trovare una maggioranza e tornare a parlare dei problemi delle persone. Ma deve essere una maggioranza solida. I responsabili devono esserlo sempre, non a giorni alterni, altrimenti il governo non può andare avanti”. Una delle richieste avanzate anche dallo stesso Pd è quella di una svolta garantista da parte di Bonafede: “Sarà uno dei nodi da sciogliere. Credo che nessuno in questo momento possa ritenersi indispensabile e lo dico innanzitutto a me stesso. Per cui, se dobbiamo mettere al centro il bene dell’Italia, che passa dalla necessità di far andare avanti questo governo, dobbiamo essere pronti anche a sacrificare la nostra posizione”.

Se non ci dovessero essere i numeri, a quel punto secondo Cancelleri dovrebbe “emergere un atto di responsabilità da parte del presidente del Consiglio, anche se le scelte a disposizione non incontrassero il massimo del suo gradimento. In questa crisi ho piena fiducia nel capo dello Stato”. Intanto nel Movimento 5 Stelle c’è chi riapre a Italia Viva, il che sembra indicare come un errore il “mai più” di Conte a Renzi: “Il ‘mai più’ credo non esista nemmeno nella vita di tutti i giorni, figuriamoci in politica. Certe posizioni rigide, in una situazione come questa, non giovano a nessuno. Il dialogo, invece, fa sempre crescere. Questo però non esime Renzi dalle sue colpe e dall’irresponsabilità dimostrata. Tra Conte e Renzi, come ha detto anche Di Maio, noi sceglieremo sempre Conte”.

Una trattativa con Renzi e i renziani potrebbe quindi riaprirsi: “Queste sono valutazioni che devono fare il premier e i leader di maggioranza. Al momento mi sembra difficile riaprire un confronto, mentre non lo sarebbe con i singoli parlamentari di Italia Viva. Alcune delle critiche che ha posto Renzi le condividevo – sulla sanità e sulle infrastrutture, ad esempio, possiamo fare meglio -, il metodo però è stato profondamente sbagliato”. Il rischio dietro l’angolo, però, è quello di un ritorno al voto: “Nessuno qui tira a campare. Lo dico sapendo che se scivolassimo verso le urne io andrei a casa definitivamente, perché non sono nemmeno un parlamentare. Al di là delle ambizioni personali, però, continuo a credere che entrare in campagna elettorale oggi sia una follia”.

La smentita di Cancelleri: mai detto che è sacrificabile

Cancelleri ha però smentito il titolo dell'intervista a La Stampa: "Tutti sacrificabili, anche Bonafede". "Sono parole che non ho mai pensato e ancora meno pronunciato. Tutte le strade di questa irresponsabile crisi sono ancora aperte e sarebbe da irresponsabili pensare a dividerci in questo momento delicato e difficile del nostro Paese. Il voto contrario alla relazione del ministro Alfonso Bonafede sarebbe un voto contrario a tutto l'esecutivo e alla politica della giustizia che in primis come MoVimento 5 Stelle portiamo avanti da anni", precisa su Facebook il viceministro. "Al ministro Bonafede va il mio pieno sostegno, così come a tutta la squadra dei ministri che da mesi ormai, instancabilmente si misurano con una crisi senza precedenti", conclude.