Quadra e compromesso. Su tutto, tranne che su Conte. Il presidente del Consiglio non si tocca, per Luigi Di Maio, mentre tutto il resto è in discussione. La crisi di Governo – aperta da Matteo Renzi e i suoi – è nel pieno del suo apice e il dibattito, tra qualche parola detta a mezza bocca e informazioni filtrate, si arricchisce delle dichiarazioni del ministro degli Esteri al Corriere della Sera. Per Di Maio, Conte è intoccabile. Forse l'unico vero perno intorno al quale ruota oggi il Movimento 5 Stelle. L'ex vicepresidente del Consiglio porta avanti una linea precisa: andare a votare oggi sarebbe un suicidio, sia politico che economico. Così come sarebbe un disastro consegnarsi alla destra in un periodo simile. Insomma: parliamo di tutto, ma non di Conte.

"Spingere al voto il Paese nel pieno della terza ondata sarebbe un fallimento – ha spiegato Di Maio al Corriererischiamo di compromettere i fondi del Recovery". Secondo il ministro degli Esteri, "senza quei 209 miliardi l’Italia è morta, non c’è futuro". E bisogna guardare in faccia la realtà: "Se si va a votare, il Recovery rischia di saltare". Portare il Paese al voto in un simile momento storico è un pericolo enorme, con una ricaduta d'immagine "pessima che rischieremmo di dare al mondo", con "i mercati finanziari che reagirebbero colpendo la nostra economia".

Di Maio rilancia le prospettive del Movimento 5 Stelle: c'è una "responsabilità di Governo" e bisogna "onorarla, a differenza di quanto hanno fatto altri in passato". In questo momento "non si può consegnare il Paese in mano a chi diceva che la mascherina non serve", ha attaccato Di Maio. Secondo il ministro, "sull’autorità delegata, sulla fondazione, si trovi una quadra, siamo persone adulte, una nazione come l’Italia non può essere ostaggio di queste cose". Una soluzione c'è sempre, ha rassicurato Di Maio, ma ad una condizione: "Conte va difeso, metterlo in discussione è folle".