"Ricordo con angoscia diversi disegni dove alcune bambine si ritraevano in una bara con il vestito da sposa”, racconta  Daniela Fatarella, vicedirettrice generale di Save the Children, riportando le esperienze dell'organizzazione che qualche anno fa ha raccolto i disegni delle bambine e delle ragazze date precocemente in matrimonio, spesso – continua Fatarella – "per evitare che capitasse loro qualcosa di più atroce come essere rapite dalle milizie dell’Isis". Oggi è la Giornata internazionale bambine e ragazze, istituita dall'Onu e Save the Children ha portato l'attenzione su questa giornata diffondendo dati sconcertanti.

Ad oggi 120 milioni di ragazze in tutto il mondo, una su 10, hanno subito stupri o altri atti sessuali forzati; ogni tre secondi avviene un matrimonio precoce e una ragazza è costretta a sposarsi, solo nel prossimo anno saranno 12 milioni le ragazze coinvolte. Tra queste, 2,4 milioni si sposeranno prima di aver compiuto 15 anni, quattro ogni minuto. La maggior parte di loro vive in paesi colpiti da conflitti e crisi umanitarie. Tra i minori legati a gruppi armati il 30% sono ragazze, che difficilmente vengono usate per combattere, ma che invece diventano schiave sessuali. Tra i minori sposati nel mondo, anche non in aree di guerra, l'80% è donna. Nel mondo più di una ragazza su tre ha subito violenze fisiche o sessuali dal partner o da altri uomini, tra i 14 e i 21 anni il 66% di loro ha subito un'attenzione sessuale indesiderata o una molestia in un luogo pubblico.

L'Onu ha stabilito l'obiettivo globale di porre fine ai matrimoni precoci. La scadenza è fissata nel 2030, ma secondo le statistiche da oggi al 2030 sono previsti 134 milioni di matrimoni di ragazze minori e quando questo accadrà 28 milioni di loro non avrà ancora compiuto i 15 anni di età. Una parziale soluzione? L'istruzione. Save the Children stima che se tutte le adolescenti del mondo portassero a termine l'istruzione secondaria si potrebbero evitare 51 milioni di matrimoni precoci entro il 2030. "C'è la necessità di proteggere l'infanzia delle bambine affinché queste diventino giovani donne capaci di inseguire i propri sogni e le proprie aspirazioni, per costruire il proprio futuro – sostiene la vicedirettrice Daniela Fatarella -. In alcune parti del mondo, le violenze nei confronti di bambine e ragazze sono la quotidianità. Stupri, violenze sessuali, matrimoni precoci, esclusione dall’educazione, mutilazioni genitali femminili sono solo alcune delle sofferenze alle quali vengono sottoposte".

La storia di Emily

Per l'occasione della Giornata internazionale bambine e ragazze, Save the Children ha deciso di diffondere un video, risultato di un esperimento sociale. Qual è un ricordo della nostra infanzia di quando avevamo otto anni?, è la domanda che viene posta ai partecipanti dell'esperimento. Le risposte sono delle più varie, ma l'umore cambia quando viene fatta leggere la testimonianza di Emily, una bambina di 8 anni della Repubblica Democratica del Congo, costretta a subire violenze da parte di un gruppo di soldati. Le reazioni dei partecipanti sono sorprendenti: qui è possibile visualizzare il video realizzato da Save the children.