
Gli attacchi scomposti alla sinistra e alla magistratura dopo gli scontri di Torino, i decreti sicurezza presentati in pompa magna con annessi ulteriori attacchi ai giudici, la stretta sulla tv di Stato, con annessa telecronaca del fedelissimo Petrecca alla cerimonia inaugurale delle olimpiadi e relativa censura a Ghali. E per concludere in bellezza, la polemica della presidente del consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini in difesa di Andrea Pucci, comico di destra che ha rinunciato a partecipare come ospite al Festival di Sanremo perché questa scelta è stata criticata sui giornali e sui social.
Se tutti questi attacchi sono misura di nervosismo, ecco, potremmo dire che dalle parti di Palazzo Chigi sono parecchio nervosi, ultimamente. E i motivi, a ben vedere, non mancano.
Uno: i disastri dell’ICE a Minneapolis, e la rivolta della popolazione locale contro le violenze agli stranieri hanno fatto declinare la popolarità del presidente americano Donald Trump, e di riflesso quella di chi, come la destra italiana, lo sostiene quasi acriticamente. I fischi al vicepresidente Usa JD Vance durante la cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali di Milano e Cortina sono un segnale, in questo senso.
Due: i sondaggi relativi al referendum sulla giustizia, dopo settimane di distacchi oltre i dieci punti, cominciano a essere meno favorevoli per il fronte del Sì. Addirittura ci sono sondaggi che danno meno di un punto di distacco tra i due schieramenti e l’aumento degli indecisi. Altro piccolo segnale: il governo che decide di non cambiare la data della consultazione, 22 e 23 marzo, nonostante la Cassazione abbia ammesso anche il secondo quesito, quello promosso da 15 giuristi e per il quale sono state raccolte 500mila firme.
Tre: il generale europarlamentare Roberto Vannacci ha lasciato la Lega e fondato un nuovo partito, Futuro Nazionale, che si pone come un’alternativa di estrema destra alla coalizione guidata da Giorgia Meloni. Uno spazio politico che prima non c’era e che ora c’è, e che a quanto pare vale tra il 2% e il 4% dei consensi circa, ora come ora. Abbastanza per riaprire ancora di più la partita delle prossime elezioni politiche, previste per il 2027.
Ormai conosciamo come funziona la propaganda della destra: quando l’aria si scalda cominciano gli attacchi vittimistici per compattare l'elettorato addormentato e deluso: contro i giudici che scarcerano i delinquenti e non marciano assieme al governo. Contro i giovani, tanto più se di origini straniere, che manifestano la loro alterità al pensiero di Giorgia Meloni e compari. Contro i “traditori” come Vannacci, che loro stessi hanno costruito come personaggio simbolo della destra più reazionaria. E che gli si è rivoltato contro come le scope con l’apprendista stregone.
Buon ultima, contro la “spaventosa deriva illiberale della sinistra” – parole e musica di Giorgia Meloni – che impedisce a un comico di esibirsi a Sanremo – ma zitti e mosca su Trump che mette all’indice i libri e maltratta i giornalisti, o sui giornalisti spiati, o sull’occupazione della destra di ogni spazio editoriale o quasi, Rai, Mediaset, quotidiani, tutto.
Preparatevi quindi, che da qui al 22 e 23 marzo l’aria si farà molto pesante. La partita è appena cominciata.