L'ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe mostra come nella settimana 28 aprile-4 maggio 2021, rispetto alla precedente, ci sia stata una diminuzione di nuovi casi (78.309 vs 90.449) e dei decessi (1.826 vs 2.279). In calo anche i casi attualmente positivi (413.889 vs 448.149), le persone in isolamento domiciliare (393.290 vs 425.089), i ricoveri con sintomi (18.176 vs 20.312) e le terapie intensive (2.423 vs 2.748). Complessivamente sembra quindi una situazione in miglioramento, però non devono essere sottovalutati segnali di ripresa dell'infezione. In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  •  Decessi: 1.826 (-19,9%)
  • Terapia intensiva: -325 (-11,8%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.136 (-10,5%)
  • Isolamento domiciliare: -31.799 (-7,5%)
  • Nuovi casi: 78.309 (-13,4%)
  • Casi attualmente positivi: -34.260 (-7,6%)

"Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali – ha spiegato il presidente Nino Cartabellotta anche se s’intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus".
I campanelli d'allarme che Gimbe individua sono il lieve incremento dell’Rt medio calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui casi sintomatici che nel periodo 7-20 aprile è di 0,85 (range 0,80–0,91) rispetto a 0,81 (range 0,77-0,89) del periodo 31 marzo-13 aprile; poi come rilevato dall’ultimo bollettino dell’ISS, dalla prima metà di aprile si è registrata la risalita dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Minime questa settimana le differenze regionali: aumento della variazione percentuale dei nuovi casi in una Regione e dei casi attualmente positivi in due Regioni. "Con il progressivo calo dei nuovi casi – ha commentato Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – continua a ridursi la pressione sugli ospedali, dove le curve dei posti letto occupati in area medica e terapia intensiva continuano a scendere da 4 settimane consecutive". In particolare in aera medica la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337), con una discesa del 38% in 29 giorni. L’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid resta sopra la soglia del 40% in due Regioni.
Per quanto riguarda le terapie intensive la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), con una discesa del 35,3% in 29
giorni; la soglia di saturazione del 30% risulta ancora superata in 4 Regioni. "Anche il numero dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva sta progressivamente diminuendo – ha spiegato Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 135 ingressi/die".

Quanti vaccini abbiamo

Per quanto riguarda le forniture dei vaccini, al 5 maggio (aggiornamento ore 6.11) risultano consegnate 24.779.590 dosi, il 32,5% di quelle previste per il primo semestre 2021. In dettaglio:

"Sul fronte consegne – ha detto Cartabellotta – molto incoraggiante il deciso aumento dell’ultima settimana: quasi 5 milioni di dosi, un colpo di acceleratore decisivo per garantire 3,5 milioni di somministrazioni settimanali".

Un italiano su 4 vaccinato con almeno una dose

Al 5 maggio (aggiornamento ore 6.11), il 25,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 15.200.724) e il 10,9% ha completato il ciclo vaccinale (n. 6.522.822), con modeste differenze regionali: dal 28,2% di vaccinati con almeno una dose della Liguria al 21,6% della Sicilia (figura 6). Nella settimana 26 aprile-2 maggio si registra, rispetto alla precedente, un incremento delle somministrazioni del 20%, con una media mobile a 7 giorni, che raggiunge quota 432.860 somministrazioni/die (vs 361.326 del 27 aprile). "Il progressivo incremento delle consegne – ha detto Gili – insieme alle scorte disponibili renderebbero finalmente possibile mantenere costanti le 500.000 somministrazioni al giorno, obiettivo raggiunto per ora solo con l’exploit del 29 e 30 aprile".

Relativamente agli obiettivi fissati dal Commissario Figliuolo per la settimana 22-29 aprile emergono marcate differenze regionali: 9 Regioni hanno superato il target assegnato, mentre 12 sono rimaste sotto soglia.

A che punto è il piano vaccinale

Oltre la metà degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano al 70%. Se, tuttavia, nelle fasce over 80 e 70-79 anni la percentuale dei vaccinati con almeno una dose è ormai elevata, la fascia 60-69, che incide molto sul numero di ricoveri ospedalieri, rimane ancora indietro. In dettaglio:

  •  Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.134.089 (70,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 778.130 (17,6%)
    hanno ricevuto solo la prima dose .
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 725.559 (12,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e
    3.226.312 (54,1%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 680.900 (9,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e
    2.078.360 (28,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Soggetti fragili e loro caregiver: somministrate 3.614.254 dosi, su cui è impossibile effettuate ulteriori
    analisi, perché tuttora per questa categoria non è noto il denominatore totale e la sua distribuzione regionale, né la suddivisione tra prima e seconda dose.

"Nella fase discendente della terza ondata – ha detto Cartabellotta – emerge un incremento dei casi in età scolare, senza dubbio influenzato anche dalle attività di screening e tracciamento dei contatti. Se l’aumento dei nuovi casi nella popolazione scolastica era atteso, la scelta politica di riprendere le attività in presenza non è stata accompagnata da nuove linee guida per contenere la maggiore contagiosità della variante inglese. In ogni caso, in un’Italia quasi tutta gialla e con coperture vaccinali insufficienti per arginare la circolazione del virus, è fondamentale rimarcare l’importanza dei comportamenti individuali: distanze, mascherine e aria aperta devono essere le parole chiave dei prossimi mesi, insieme alla ‘corsa' al vaccino non appena arriva il proprio turno".