diaz scuola 2001

Dall'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova sono passati quindici anni. All'indomani della "macelleria messicana", l'agente Massimo Nucera aveva dichiarato di essere stato accoltellato da uno dei no-global presenti all'interno dell'istituto, mostrando, come prova, il giubotto dell'uniforme lacerato. Un'aggressione che aveva in qualche modo "giustificato" la violenza che poi è seguita. Una successiva perizia ha dimostrato che quanto raccontato da Nucera non era vero: l'agente aveva "accusato di tentato omicidio una persona non identificata sapendola innocente". I tagli sul giubbotto, invece, se li era porcurati da solo, con l'aiuto di un altro agente.

Per questa messinscena Nucera era stato condannato nel 2012 dalla Cassazione a tre anni e cinque mesi per falso – una pena poi però caduta in prescrizione. Nel 2013 il Consiglio provinciale di disciplina della polizia aveva deliberato una sanzione per l'agente: per aver dichiarato il falso per "giustificare la violenza" contro persone indifese e aver falsamente dichiarato che ci fu alla scuola Diaz "resistenza armata", sarebbe stato sottoposto a una sospensione dello stipendio di un mese. Successivamente, però, nel 2014, l'allora capo della polizia Alessandro Pansa – su ricorso di Nucera – ha portato la sanzione a un solo giorno di sospensione, considerati "l'ottimo stato di servizio", i premi e le "capacità dimostrate". In definitiva, una pena che ammonta a 47 euro.

Scrive Marco Preve su Repubblica:

Incredibilmente Nucera veniva ritenuto responsabile di un comportamento colposo e non doloso, il che avrebbe fatto lievitare automaticamente la pena disciplinare. Nella mite sentenza firmata da Pansa, Nucera è ritenuto responsabile di un "comportamento non conforme al decoro delle funzioni… dimostrando di non aver operato con senso di responsabilità…". Un buffetto per aver partecipato a quegli eventi che i giudici di Appello e Cassazione così hanno descritto "L'enormità di tali fatti, che hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero".

Nel 2010 Nucera era stato condannato e nuovamente prescritto per un altro processo per falsa testimonianza. Pochi anni dopo la Diaz, nel 2005, alla fine di una partita di basket tra Teramo e Roseto, tre poliziotti picchiarono "senza alcuna valida giustificazione" un tifoso della squadra locale. Nucera è accusato di aver coperto i colleghi, testimoniando che la vittima si fosse ferita prima della partita (durante una rissa, in realtà mai avvenuta). La pena – un anno e quattro mesi di reclusione – però, è stata prescritta in appello.