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Genova, altri 10 agenti della polizia locale indagati per pestaggi ai fermati: sono 25 in totale

Le indagini della Procura di Genova su casi di pestaggi ai danni dei fermati, ma anche falsi verbali e peculato per aver sottratto denaro o altri beni durante le perquisizioni, hanno portato all’identificazione di altri 10 poliziotti in aggiunta ai 25 finiti da tempo nel mirino degli inquirenti.
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L’inchiesta della Procura di Genova sui presunti abusi da parte di un gruppo di agenti della polizia locale si allarga: le indagini su casi di pestaggi ai danni dei fermati, ma anche falsi verbali e peculato per aver sottratto denaro o altri beni durante le perquisizioni, hanno portato all'identificazione di altri 10 poliziotti in aggiunta ai 25 finiti da tempo nel mirino degli inquirenti e ai quali, già nel giugno scorso, erano stati trovati fra l’altro diversi manganelli non in dotazione alla polizia locale.

Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, coordinata dalla pm Sabrina Monteverde, gli investigatori contestano episodi di violenze e diversi casi di peculato avvenuti tra il 1° gennaio 2022 e il 28 febbraio 2025. Le indagini hanno fatto emergere altre vittime delle violenze, tutte di origine straniera, tra le quali anche un minorenne. Le persone picchiate hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 3, 5 e 21 giorni. Per quanto riguarda il peculato, gli inquirenti stanno approfondendo diversi casi. In uno di questi alcuni agenti avrebbero sottratto 1.200 euro all’interno di un appartamento occupato abusivamente che loro stessi avevano sgomberato. In un altro caso avrebbero sequestrato 0,26 grammi di cannabis a una persona fermata, senza poi verbalizzare il sequestro.

L’indagine della Procura era iniziata da un’informativa inviata dal comando della polizia locale che aveva condotto un’inchiesta interna dopo che due vigilesse avevano segnalato all’assessore alla polizia locale Sergio Gambino e al comandante Gianluca Giurato una serie di comportamenti illeciti e inappropriati da parte di alcuni colleghi.

Le indagini hanno fatto emergere anche i messaggi contenuti nella chat ‘Quei bravi ragazzi’, una sorta di chat parallela (23 i partecipanti) a quella ufficiale del reparto (la chat RU con 46 membri) dove gli agenti condividevano le immagini deridendo o minacciando i fermati. "Primi cioccolatini dell’anno dispensati", scrivevano alcuni agenti in chat alludendo a un cittadino sudamericano arrestato e malmenato la notte di Capodanno. "Chi è il dottore?" chiedeva uno dei partecipanti alla chat. "Ha gradito da più dottori", "Ne ha mangiati tanti gusti a sto giro, era
ghiotto e affamato" affermavano ancora, sempre utilizzando la metafora dei dolci per indicare le botte e postando la foto dell’arrestato in manette.

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