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7 Gennaio 2022
14:46

Filippo Sensi (PD): “Bocciatura Bonus Psicologo? Salute mentale non è un’emergenza di serie b”

Il Bonus Salute Mentale non è rientrato nella Legge di Bilancio. Una bocciatura che ha deluso molti. Oggi una petizione online con oltre 100.000 firme chiede al Governo di intervenire. Ne abbiamo parlato con il deputato dem Filippo Sensi: “È nostro dovere dare una risposta immediata da una sofferenza reale che sta emergendo nel Paese. Riproporrò il bonus nel Milleproroghe”.
A cura di Valerio Renzi
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Una petizione online ha superato questa mattina le 100.000 firme per chiedere al Governo di non accantonare, dopo l'esclusione dalla Legge di Bilancio, il Bonus Salute Mentale (o Bonus Psicologo), un provvedimento di sostegno a chi ha bisogno di un percorso di sostegno psicologico o di natura psichiatrica. Una delle conseguenze della pandemia in cui siamo immersi è infatti l'aumento delle problematiche legate alla salute mentale, più o meno gravi, e la difficoltà di molti (singoli o famiglie) ad accedere a servizi specifici. "Nel 2021, dati dell'Istituto Piepoli, il 27,5% dei pazienti che avevano intenzione di iniziare un percorso di salute mentale non ha potuto farlo per ragioni economiche. Mentre il 21% è stato costretto a interromperlo", sottolineail testo della petizione. Ne abbiamo parlato con Filippo Sensi, parlamentare del Partito Democratico che ha sottoscritto la petizione e  sostiene la necessità di un provvedimento d'emergenza, rivolto a chi ha bisogno di questo tipo di sostegno.

L'approvazione nella Legge di Bilancio del Bonus Salute Mentale sembrava cosa fatta, poi cosa è successo?

La senatrice democratica Caterina Biti – prima firmataria dell'emendamento – era riuscita a costruire un consenso multi partisan sul provvedimento, sostenuto da tutti i gruppi parlamentari. Un consenso rappresentato anche pubblicamente in una conferenza stampa al Senato. L'emendamento, come si dice in gergo, era ‘segnalato', ovvero sostenuto dalle forze parlamentari. Poi dalla commissione, dove sono emersi problemi di copertura economica, è stato mandato al Mef per una riformulazione e dal Ministero non è più tornato. Pur non credendo ci siano state colpe specifiche, sono convinto che l'esito sia stato una débâcle per il parlamento e per tutti noi che abbiamo sostenuto la necessità di un provvedimento specifico per la salute mentale. Una sconfitta anche per il Governo, che su questo fronte ha fatto cose importanti, come l'implementazione della presenza degli psicologi nelle scuole.

Un'ampia convergenza istituzionale, ma ci sono anche tanti dubbi fuori e dentro il parlamento sull'abuso dello strumento, in particolare in questo caso…

Esiste una diffidenza verso l'utilizzo eccessivo dello strumento "bonus". Chi sostiene questa posizione parla in particolare della necessità di riforme strutturali e di rafforzamento dei servizi di base di consultori e Asl.

Certo in una manovra che di bonus ne ha per rubinetti e zanzariere, proprio quello dedicato alla salute mentale doveva saltare?

Ed è un'opposizione che mi sembra assai ragionevole, ma credo che bisogna discutere sul serio su questo argomento, ascoltando anche le voci di chi sta sul campo. C'è poi un'altra obiezione che è quella che questo bonus sarebbe finito nelle tasche di professionisti che esercitano privatamente. Ecco, su questa eccezione mi sento di dire che stiamo affrontando un'emergenza di sofferenza psicologica nata dentro la pandemia a cui servono risposte ora. Chi sta affrontando questi problemi oggi, e che magari è disperato di fronte alla depressione di un figlio, spesso non sa dove sbattere la testa o vive in un territorio dove la capillarità di questo tipo di servizio non esiste. Andare incontro a questa richiesta, a questa urgenza, non vuol dire però non dover ragionare sul finanziamento e il potenziamento del servizio pubblico la cui centralità non è in discussione.

E ora che succede? A suo avviso in Parlamento potrà essere riproposta la norma nei prossimi mesi?

Una risposta a una sofferenza reale che emerge nel Paese ci deve essere. Che sia attraverso il pubblico o il privato, utilizzando un fondo dedicato o nuove assunzioni di psicologi, quello che volete, ma facciamolo perché questa emergenza non è un lusso, non è un "di più", è una priorità. I problemi psicologici che tanti affrontano sono l'altra faccia di quello che stiamo vivendo. Aspettando una riforma strutturale io penso che sia necessario dare una risposta immediata a una famiglia non abbiente o a un giovane precario, che non ce la fanno con i soldi o che aspettano tempi migliori per rivolgersi a uno specialista. Di fronte abbiamo il Milleproroghe, dove possiamo lavorare per trovare le coperture e la norma per erogare un Bonus Salute Mentale. La petizione online serve a dare una spinta a questo sforzo, manifesta una consapevolezza e una necessità. Io da parte mia, ma spero di poter parlare per tutto il Partito Democratico, agirò in questo senso, pronto a discutere con tutti nel merito di un provvedimento rispetto al quale il Parlamento ha già manifestato ampia condivisione.

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